Storie

Zero il folle, nel nuovo album di Renato Zero la condanna all’aborto

Il rapporto personale con Dio, l’ecologia, la genitorialità. Tutti valori (che ormai sembrerebbero essere passati di moda) che compongono la dignità dell’uomo (spesso ossessionato dal mondo virtuale) cantati da Renato Zero nel suo nuovo album «Zero il folle».

Nella nuova opera, il cantautore tanto amato dagli italiani mette a nudo la propria anima, manifestando una sequela di svariati sentimenti. Un excursus di sentimenti, emozioni e riflessioni personali.

Dalla rabbia, verso una tecnologia che non ci permette di riconoscere i propri limiti e la finitezza della nostra vita terrena, cantata attraverso le note e il testo di ‘Mai più soli’ al brano contro l’aborto «La culla è vuota», non trascurando il dialogo d’amore tra l’autore e il Creatore e che viene palesato attraverso la melodia di «Quanto ti amo».

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RENATO ZERO E IL SUO RAPPORTO CON LA FEDE

«Per me l’amore è protezione – spiega Renato Zero – comunicare agli altri la loro potenza: se non dici t’amo la gente sfiorisce, va speso. E perché non avrei dovuto nominare Dio? Quando trovi un amore così forte e poderoso come fai a non chiamarlo per nome?».

RENATO ZERO E LA DENUNCIA SOCIALE

Un Renato Zero, quello venuto fuori dalla sua ultima opera, impegnato più che mai nella propria attività di denuncia sociale. «È incredibile com’è ridotta la mia Roma… allora mi permetto di cantare – ha spiegato il cantante raccontando la propria scelta di affrontare un problema attuale così delicato e complicato – che l’ecologia è respiro, nutrimento, affrontare il cielo senza paura che le nuvole portino tifoni». E poi, chiaramente, il cantante romano non poteva non schierarsi anche a favore della natalità e quindi della vita. «L’amore – ha sottolineato a proposito Renato Zero – non deve solo rappresentare un rapporto a due ma dar continuità alla specie, condanno fortemente l’aborto anticoncezionale; poi se anche altri non preservano la vita, il mio dovere è farlo come quando in Sogni nel buio diedi vita a un embrione».

Gabriele Giovanni Vernengo

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Gabriele Giovanni Vernengo

Classe 94', amante della cultura e dell'arte. Fermo nei propri valori e nella sua fede cristiana, porta avanti il proprio talento tramite la poesia e il giornalismo, definite da lui stesso come «missioni» e/o « vocazioni».

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