Cronaca

Zanotti conferma: ‘Per liberarmi hanno pagato il riscatto’

Il racconto dell’uomo italiano, rimasto sequestrato per tre anni nelle mani dei jihadisti siriani. ‘Un incubo finito’.

“Se non fosse stato pagato un riscatto non sarei qui”. E’ una dichiarazione che somiglia più a una rivelazione quella fatta da Sergio Zanotti nelle scorse ore ai giornali. L’uomo, rimasto prigioniero per ben tre anni in Siria nelle mani di Al Qaeda, si trova ora in Italia, nella sua casa di Brescia.

In incubo a lieto fine per l’imprenditore che adesso si dice deciso a non mettere mai più piede in quelle zone: “Non tornerò mai più in Paesi musulmani“. Per lui, infatti, quello che all’inizio si prospettava come un tranquillo viaggio d’affari in Turchia, si è trasformato poi in una tragedia. L’uomo si è spinto fino al confine siriano, dove è stato rapito e tenuto ostaggio per tutto questo tempo.

Un sequestro che ha sempre fatto storcere il naso all’intelligence della Farnesina: sebbene i rapitori si dichiarassero jihadisti di Al Qaeda, non è mai stata riscontrata nessuna affiliazione di questi con nuclei o gruppi terroristici riconosciuti.

“Ho pensato che non sarei mai più tornato vivo a casa – conclude Zanotti -. Il momento più bello? Quando ho sentito gridare ‘Go Italy'”.

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