Voto in Danimarca, vince la sinistra anti immigrazione

di VoceControCorrente

I socialdemocratici verso il governo del paese.

La Danimarca va a sinistra, ma lo fa scegliendo la linea dura sull’immigrazione. Si sono tenute ieri le elezioni generali per il rinnovo del parlamento nazionale e gli elettori hanno assegnato la maggioranza relativa al Partito Socialdemocratico, che con il 25,9% ha conquistato 48 seggi. Un’affermazione che, sommata a quanto ottenuto dagli altri partiti della sinistra liberale e “rosso-verde” permetterà alla coalizione progressista di avere numeri (seppur risicati) per governare.

Vince quindi quel centro sinistra “diverso”, un’alleanza insolita che ha posto tra i temi centrali del suo programma la lotta senza sconti all’immigrazione clandestina. A guidare il nuovo esecutivo sarà con ogni probabilità una donna: si tratta di Mette Frederiksen, 41 anni, leader del partito “A” (i socialdemocratici, appunto).

Al secondo posto – con il 23,4% – arrivano i conservatori di “Venstre”, guidati dal primo ministro uscente Lars Løkke Rasmusse, che ha già annunciato le proprie dimissioni. Spicca il crollo dell’ultradestra cristiana, passata dal 21% all’8,7%. Un ridimensionamento per molti dovuto alla fuga di voti verso le formazioni di sinistra, con cui il partito “DPP” (questo il nome dei populisti danesi) condivide molte idee sulle politiche migratorie. Ed è proprio su queste tematiche che la premier in pectore Frederiksen ha già fatto sapere che chiederà sostegno in aula, guardando ai banchi della destra estrema.

Ti è piaciuto l'articolo? Sostienici con un 'Mi Piace' sulla nostra pagina Facebook!

Articoli Correlati