Esteri

Via le croci cristiane dalle cime dei Pirenei: in Francia vince il laicismo

(di Filippa Tagliarino) Nell’era delle molteplici fobie, anche il Cristianesimo suscita timori. La laicità tanto agognata ha dato il via ad una ‘cristianofobia’ che dà libero sfogo ai nemici della Croce.

Le cime dei Pirenei, da sempre meta di scalatori appassionati, ‘accolgono’ anche scalatori armati di odio con la becera intenzione di distruggere quei simboli che, nella sacralità innocua, hanno lo scopo di orientare gli escursionisti.

Erigersi ad altezze tali con l’unico scopo mirato di vandalizzare è un chiaro segno dell’abbattimento delle tradizioni, oltre della religione, dove le radici, tanto stereotipate dal progresso, rischiano di essere abolite per dar spazio ad una cultura rudimentale priva di identità e barriere geografiche.

Il Centro nazionale di addestramento commando francese (CNEC), dinanzi all’ennesimo attacco vandalistico, ha ceduto ai laici sensibili che, professando una comprensione altruista verso ogni Credo, inorridiscono di fronte ad un emblema molesto tanto insidioso.

L’atto barbarico diventa così una vera e propria spedizione punitiva data l’ostinatezza con cui, lo scorso anno, è stato abbattuto un monumento alto 1 metro e 40 e dal peso di 40 chili per poi essere gettato nel vuoto. I militari ne hanno recuperato i resti chiedendone una sostituzione ma il tenete Colonnello Christophe Correa ha preferito rinunciarvi in nome di un ‘bene pacifico’, in seguito alle continue pressioni e alla ricorrente barbaria sulle cime Pic Carlit e del Cambre d’Aze.

Il ‘bene pacifico’ a cui oggi ci si consegna è figlio di una tolleranza ossequiosa che sfocia in quel buonismo che rade al suolo ogni storia, folclore, cultura e identità di appartenenza. Infine, anche il Cristianesimo volge verso una crociata bonaria, dove un simbolo può divenire una seria minaccia, causando una somma fobia nei laici che ne chiedono a gran voce la soppressione in difesa di chi ne teme il minatorio ascendente.

Filippa Tagliarino

Leggi anche: Nel Regno Unito ora si insegna ai bambini che esistono 100 generi.

Tag

Articoli correlati

Back to top button
Close