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Vaticano, Samaritanus bonus: “Aborto mai lecito. È uccisione deliberata di una vita innocente”

Ecco quanto si legge nella Lettera della Congregazione per la Dottrina della Fede.

«A livello sociale, l’uso a volte ossessivo della diagnosi prenatale e l’affermarsi di una cultura ostile alla disabilità inducono, spesso alla scelta dell’aborto, fino a configurarlo come pratica di prevenzione. Esso consiste nell’uccisione deliberata di una vita umana, innocente, e come tale non è mai lecito». Questo è quanto si legge nella Lettera “Samaritanus bonus”, della Congregazione per la Dottrina della Fede, sulla cura delle persone nelle fasi critiche e terminali della vita.

«L’utilizzo delle diagnosi prenatali, per finalità selettive è contrario alla dignità della persona e gravemente illecito, perché espressione di una mentalità eugenetica. In altri casi, dopo la nascita, la medesima cultura – continua la lettera – porta alla sospensione o al non inizio delle cure al bambino appena nato, per la presenza o addirittura solo per la possibilità che sviluppi nel futuro una disabilità. Anche questo approccio, di matrice utilitarista, non può essere approvato. Una simile procedura, oltre che disumana, è gravemente illecita dal punto di vista morale».

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