Ungheria, più nascite e meno aborti: la ‘ricetta Orban’ funziona

di Gabriele Giovanni Vernengo

Aumentano le nascite e calano gli aborti in Ungheria. Le politiche Pro Vita e Famiglia portate avanti con tenacia dal presidente conservatore Viktor Orban stanno portando i risultati sperati.

IL SOSTEGNO ALLE FAMIGLIE

Tra le priorità segnate nell’agenda politica di Orban vi sono sempre stati il supporto e la difesa della famiglia tradizionale. Nel 2010, quando si insediò alla carica di primo ministro, il Paese stava vivendo una tremenda crisi demografica, con un tasso di fertilità fermo a 1,25 figli per donna – uno dei più bassi del pianeta. Ma, anno dopo anno, grazie all’impiego delle misure a favore della natalità, lentamente sta riuscendo ad allontanare l’incubo di un’Ungheria con pochissime nascite.

IN DIFESA DEL MATRIMONIO

Il numero dei matrimoni non era mai stato così alto dal 1990; nel solo mese di settembre si è registrato un aumento del 29% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Questi sono i dati che il governo ha pubblicato i primi risultati del pacchetto, confermando che sta avendo un impatto incredibilmente positivo.

Il 1 luglio scorso è entrato in vigore il pacchetto nascita. La misura economica prevede benefici fiscali e sussidi al fine di incentivare gli ungheresi a contrarre matrimonio e formare famiglia. Il pacchetto prevede la possibilità di poter accendere prestiti a tasso agevolato fino a 10 milioni di fiorini, per tutte quelle coppie in cui la sposa, alla data del matrimonio, abbia meno di 41 anni d’età. Un terzo del prestito viene condonato per chi, dopo le nozze, decide di avere almeno due figli. L’obiettivo del pacchetto, modellato seguendo un simile programma lanciato nel 2015, è aiutare le coppie ad acquistare abitazioni accedendo a finanziamenti a tassi agevolati, a loro volta scaglionati sulla base del numero dei figli posseduti o in arrivo. Il programma aveva avuto effetti positivi, facendo registrare un lieve aumento della natalità ed è stato seguito da altri provvedimenti come quello di luglio.

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I DATI SULLE NASCITE

L’egemonia quasi decennale di Fidesz (Unione Civica Ungherese)  ha portato ad una graduale crescita del tasso di fertilità che, però, è ancora al di sotto della soglia di sostituzione. Infatti, nel 2018 era pari a 1,49 figli per donna, in salita dal 1,25 di otto anni prima.

I dati non scoraggiano comunque il governo che si professa ottimista sull’effetto di lungo termine dell’agenda natalista, alla quale viene devoluto annualmente circa il 5% del Pil, il doppio fra i paesi Ocse, registrando un trend positivo: matrimoni e nascite in aumento, aborti in diminuzione.

LA RICETTA CONTRO LA CRISI DEMOGRAFICA

Dall’esperienza di Orban si può dedurre che l’unico modo per affrontare crisi demografiche sia creare le condizioni ideali per la natalità. Dall’istituzione degli incentivi economici all’erogazione di beni e servizi pubblici (destinati soprattutto alla copertura dei bisogni essenziali e delle spese medico-sanitarie), abbattendo il carovita e riportando il bilanciamento vita-lavoro a livelli sostenibili.

                Gabriele Giovanni Vernengo

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