Turismo sessuale in Gambia: bambini venduti per 2 dollari

di Gina Lo Piparo

La crisi economica dovuta al fallimento della compagnia Thomas Cook sta alimentando l’orribile piaga che già martoriava lo stato africano.

Miseria estrema e giustizia assente: un mix perfetto per favorire la pedofilia. Questo è purtroppo quanto accade in Gambia secondo l’inchiesta pubblicata dal tabloid britannico The Sun, che ha raccolto numerose testimonianze sulla piaga che dilania la regione africana.

«Il nostro reporter era costantemente scioccato dal numero di minori africani non accompagnati che vedeva essere curato da uomini occidentali di mezza età che non sembravano essere i loro padri biologici», si legge all’interno dell’articolo. Una bimba di 6/8 anni a pranzo in un ristorante con un adulto dai capelli bianchi, un uomo di mezza età che accompagna tra le onde un piccolo del luogo, un bimbo gambiano impaurito tra le braccia di un uomo con accento britannico mentre una donna si scontra con una giovane prostituta.

Le testimonianze dirette vengono supportate dai dati raccolti mediante le indagini. Il declino a settembre della compagnia di viaggi Thomas Cook avrebbe innescato una crisi economica comprensibile se si pensa che il turismo in Gambia costituisce circa un terzo del Pil del Paese. Le località balneari sono state duramente colpite e si teme un crollo del 50% delle attività economiche. Le dichiarazioni di Lamin Fatty, coordinatore nazionale dell’Alleanza per la protezione dell’infanzia in Gambia, ritraggono un quadro che definire triste è poco, dal momento che si regge sul tacito assenso di famiglie indigenti e di una giustizia per nulla efficace.

«Il sesso è economico nel mio paese e i bambini vengono venduti per un minimo di 150 dalasi o poco più di £ 2 nella vostra valuta. Alcuni genitori sanno che i loro figli vengono abusati e lo accettano perché sono alla disperata ricerca di cibo nelle loro pance. Altri sono troppo ingenui per rendersene conto. Pensano che l’Occidente stia pagando le bollette e aiuti il ​​loro ragazzo o ragazza per la gentilezza del suo cuore, mentre in realtà hanno cattive intenzioni».

«Gli abusi sui minori si verificano continuamente in Gambia e il governo non sta facendo abbastanza per fermarli – aggiunge Lamin Fatty – . I nostri bambini vengono avvicinati direttamente sulla spiaggia o in strada e per questo motivo vengono i maltrattatori da tutta Europa, incluso il Regno Unito».

Non solo uomini tra gli ‘utenti’ di questo sporco giro: «Voglio chiarire che ciò non riguarda solo gli uomini ma anche le donne adulte che pagano per fare sesso con ragazzi adolescenti in Gambia. Abbiamo leggi che dovrebbero impedire che ciò accada, ma non vengono applicate, quindi siamo diventati un paradiso per i pedofili».

Effettivamente il governo della Gambia ha cercato di ostacolare il fenomeno attraverso l’introduzione di leggi, nel 2013, che prevedono il sequestro delle proprietà degli hotel in caso di maltrattamento minorile, oltre a multe e condanne per i pedofili. Tuttavia, a quanto riporta il quotidiano, solo un’accusa da allora ha avuto successo, quella dell’insegnante norvegese Svein Agesandakar che è stato per giunta graziato dal presidente Adama Barrow. Tra le proteste il perdono è stato poi revocato.

Malick Jallow, avvocato e difensore dei diritti dei minori, conferma il quadro sconfortante: «Mentre alcuni turisti vorranno sempre aiutare i poveri gambiani, altri vedranno questa situazione come un’opportunità per sfruttare i bambini piccoli. Il problema è che l’abuso a volte viene compiuto con la benedizione dei genitori perché sono così bisognosi. La percezione è che i bianchi, o ‘toubab’ come li chiamano, hanno pile di denaro e questi genitori sono spesso entusiasti del fatto che il loro bambino abbia attirato l’attenzione di un uomo bianco».

I genitori dunque non offrono collaborazione alla polizia, consenzienti in una terra di forti privazioni. «Queste persone sono povere quanto i poveri possono essere – è raro vedere un bambino che indossa le scarpe – e non c’è altro commercio al di fuori del turismo – ha dichiarato l’ex rappresentante di Thomas Cook, Anne Heap – Thomas Cook ci dava sempre una franchigia bagaglio extra di 10 kg in modo che lavoratori e passeggeri potessero portare cassette di soccorso in Gambia, cose basilari come vestiti, medicine e materiale scolastico».

Il crollo della compagnia alimenta una situazione già esistente nutrendola nel modo più bieco; d’altronde il turismo sessuale aveva già ingenti dimensioni nella regione. «Quando lavoravo lì – prosegue Anne Heap -, vedevo vecchi che camminavano con ragazze di appena 10, 11 o 12. C’è un lato oscuro in Gambia. Una volta, quando stavamo tornando a Manchester, c’era un uomo britannico di settant’anni con una ragazza di circa otto o nove anni. È stato circa otto anni fa. Ero così preoccupata per quello che stava succedendo che durante il volo ho avuto una chiacchierata con lui fuori dal gabinetto. Volevo parlare anche con la ragazza ma non ha mai lasciato il suo posto, non sembrava affatto a suo agio. L’ho riferito e in seguito la sicurezza delle frontiere mi ha detto che l’uomo era stato ‘arrestato ‘, ma non sono stata in grado di scoprire cosa sia successo a lui o alla ragazza dopo».

Sono numerose le testimonianze che l’inchiesta di The Sun riporta. Toccante quella di Abdullah Labamba, padre di quattro figli che ha una bancarella di frutta accanto ad un hotel e che racconta di aver visto adulti avvicinarsi ai bambini che vendono buste di noccioline.

«Faccio del mio meglio per fermarli. Dico ai bambini: ‘Vattene da qui, questo non è un posto sicuro per te.’ I bambini scapperanno ma normalmente tornano. È scioccante. I loro genitori sono alla disperata ricerca di denaro e sanno che non potranno tornare a casa fino a quando non avranno venduto almeno cinque buste. Alcuni uomini cercano di trarne vantaggio offrendo loro £ 50 per l’intero paniere. Quindi chiederanno loro di tornare per andare da qualche parte in privato».

Un’indagine ufficiale delle Nazioni Unite si è focalizzata sulla piaga del turismo sessuale in Gambia, sottolineando che nei rari casi in cui alla polizia giungono delle denunce, queste non sono prese in considerazione, le indagini vengono condotte superficialmente e i processi bloccati,  così che vittime e testimoni ritirino le denunce.

Gina Lo Piparo

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