Esteri

Turchia, padre Monge: “Santa Sofia è sfregio di un leader in crisi di consenso”

Padre Claudio Monge intervistato da La Repubblica sulle polemiche dopo la conversione della Basilica in moschea.

«Lo sfregio di Erdogan è più che altro a Santa Sofia in quanto meraviglia architettonico-artistica, testimonianza tangibile di una storia complessa e stratificata, colpita anche come inesauribile fabbrica di ricerca, crocevia di arti, fedi e culture. Il resto è retorica propagandistica che usa strumentalmente il sacro e i suoi simboli suscitando reazioni emozionali, che alimentano una polarizzazione Islam-Occidente (sottinteso cristiano), che è una volgare semplificazione».

Lo ha detto padre Claudio Monge in un’intervista a ‘La Repubblica’. «Molti sono caduti nella trappola della strumentalizzazione religiosa – ha aggiunto il responsabile del Centro domenicano per il Dialogo interreligioso e culturale, che vive a Istanbul da 17 anni -. Una grossa fetta di Islam in Oriente e Occidente ha condannato l’iniziativa. Chi parla di sfregio della cristianità sembra non avere la più pallida idea che a Santa Sofia i cristiani si sono aspramente combattuti tra di loro per secoli».

«Se dobbiamo preferire una chiave di lettura politico-strategica? Senz’altro ben più che religiosa, anche se il discorso politico di Erdogan si è sempre nutrito anche di retorica islamista. Sullo sfondo della sfida all’Occidente, la necessità di ricompattare una base elettorale che si assottiglia (anche se è più il partito che non la sua persona a soffrire di un calo di consenso), distogliendo l’attenzione da dossier ben più cruciali, come la situazione economica già difficile e resa drammatica dalla pandemia. Erdogan gioca la carta della ‘fierezza sovranista’ e trova una sponda perfetta in un certo Occidente dove sono più che mai vive le logiche da crociata», ha concluso Monge.

LEGGI ANCHE: Basilica di Santa Sofia, l’ambasciatore turco: “Aperta anche ai Cristiani”

Tag

Articoli correlati

Rispondi

Back to top button
Close