Truffa dei Gratta e Vinci: tabaccaio vendeva solo i biglietti perdenti

di Filippa Tagliarino

Il gestore di una tabaccheria di Brescello, in provincia di Reggio Emilia, ha trovato un modo per raggirare i clienti vendendo gratta e vinci perdenti.

La truffa era ben studiata, infatti, l’uomo riusciva a scovare i biglietti fortunati attraverso il codice che consente alla strumentazione elettronica di riconoscere le schede vincenti che poi teneva per sé.

I codici a barre leggermente grattati hanno insospettito i clienti che hanno segnalato la manomissione ai carabinieri. Le indagini, che hanno coinvolto il Monopolio di Stato, hanno portato al sequestro di 52 gratta e vinci con il codice raschiato.

Così, la tabaccheria di Brescello ha reso completamente impossibili quelle probabilità di vincita, che già, in situazione normali, non sono mai dietro l’angolo.

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Il sito Sisal.it dice che l’attendibilità vincente media del gratta e vinci è di 1 su 3,36 e, in effetti, i biglietti fortunati sono tanti, circa 1 su ogni 4, ma i montepremi a quanto ammontano?

La possibilità di ricevere un premio di 10.000 euro è bassissima, mentre la spesa per acquistare un biglietto è molto alta, soprattutto se si considera che ogni minima cifra ricavata viene investita nell’acquisto di un altro biglietto per ritentare la fortuna.

La lotteria istantanea viene pubblicizzata come escamotage per la risoluzione dei problemi, in un montepremi arrivabile con facilità. La realtà, però, è che quei biglietti vincenti con cifre contenute, sono solo un modo per stuzzicare i giocatori, facendoli sentire favoriti dalla sorte, così da creare quel circolo che li porta al perpetuo investimento. Quindi la vincita sì, risulta realizzabile ma senza il tanto sperato premio da far vivere una vita in vacanza.

Filippa Tagliarino

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