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Tonya Harding, chi è la pattinatrice sul ghiaccio più famosa di sempre: storia e curiosità

La pellicola racconta la vera storia della pattinatrice, salita alla ribalta internazionale non solo per le sue doti sportive

 È basato sulla vita di Tonya Harding, ex pattinatrice artistica su ghiaccio e pugile statunitense, il film andato in onda in prima serata su Rai 3. “Tonya”, questo il nome del film del 2018, è diretto da Craig Gillespie e vede tra i protagonisti Margot Robbie, Sebastian Stan e Allison Janney. La pellicola racconta la vera storia della pattinatrice, salita alla ribalta internazionale non solo per le sue doti sportive, ma anche per il coinvolgimento nell’aggressione alla collega Nancy Kerrigan, nel gennaio 1994.

Tonya, la vera storia della pattinatrice statunitense

La giovane trascorre la sua infanzia e adolescenza a Portland, cresciuta dalla rigida e inflessibile madre, Oscar come miglior attrice non protagonista per la straordinaria interpretazione di Allison Janney.

Quest’ultima spinge la figlia ad intraprendere la carriera di pattinatrice, spronandola all’eccellenza senza mai riservarle un gesto d’affetto. Nel 1991, dopo aver assunto una preparatrice personale, la ragazza si presenta ai Campionati mondiali ed esegue un triplo axel stabilendo un record nazionale.

Nonostante un’infanzia difficile, e sebbene fosse sofferente d’asma (era anche una fumatrice), divenne una pattinatrice di livello internazionale. Fu la seconda donna, dopo la giapponese Midori Itō, a eseguire un triplo axel in una competizione ufficiale.

A causa della sua turbolenta vita privata, però le prestazioni di Tonya iniziano a calare vertiginosamente e la ragazza addossa le colpe dei suoi insuccessi alla rivale Nancy Kerrigan. Mentre si prepara ai campionati del 1994, Tonya riceve una lettera minatoria e ipotizza che Nancy stia cercando di spaventarla.

Il 6 gennaio 1994, la pattinatrice Nancy Kerrigan fu aggredita dopo una sessione di allenamento ai campionati nazionali. Fu costretta a ritirarsi momentaneamente, e il titolo nazionale andò a Harding. Dalle indagini risultò che Jeff Gillooly, ex marito della Harding, con l’aiuto dell’amico Shawn Eckardt, aveva ingaggiato l’aggressore Shane Stant affinché colpisse Kerrigan al ginocchio destro con un manganello. Disse di averlo fatto d’accordo con l’ex moglie per mettere fuori gioco la rivale in vista dei Giochi olimpici invernali. Nel marzo 1994, Harding accettò di pagare un’ingente multa di 160.000 dollari per evitare il processo, continuando a dichiarare la propria estraneità all’ideazione dell’aggressione. La federazione statunitense decise di revocarle il titolo nazionale appena vinto e bandirla a vita.

 

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