Bioetica

Tinslee Lewis, i giudici rifiutano la richiesta dell’ospedale di sospendere le cure

A soli 17 mesi Tinslee Lewis si trova al centro di una controversia giudiziaria per difendere il suo diritto alla vita

Le cure per Tinslee Lewis non saranno sospese. Lo ha deciso la Corte Suprema del Texas, che ha respinto la richiesta del Cook Children’s Medical Center di togliere il ventilatore e le cure mediche alla bambina, contrariamente alla volontà della madre.
 
Ad agosto, l’ospedale aveva fatto ricorso alla Corte impugnando una sentenza della Seconda Corte d’Appello.

Tinslee Lewis , il caso

Tinslee Lewis ha 17 mesi e si trova al centro di una disputa legale per la sua sopravvivenza. La piccola è, infatti, nata con un raro difetto cardiaco chiamato anomalia di Ebstein. I medici dell’ospedale texano dov’è ricoverata, attaccata ad un ventilatore, sostengono che per lei non ci sia nulla da fare e pertanto le cure andrebbero sospese. Secondo i medici della famiglia di Tinslee, invece, ci sarebbe la possibilità di sottoporre la bambina ad alcune cure, a partire dall’effettuazione di una tracheotomia che la libererebbe dal ventilatore.

La mamma di Tinslee ha dunque chiesto ai giudici di permetterle di affidare la figlia alle cure dei dottori. Tra l’altro, il Cook Children’s Medical Center avrebbe già staccato la spina alla bambina nel mese di novembre, prevedendo una morte imminente.

Dopo la sentenza della Corte Suprema del Texas, dunque, il caso passa adesso al tribunale distrettuale. Le domande spinose cui dovrà rispondere riguardano i diritti della bambina, se questi siano violati nel momento in cui l’ospedale vuole sospendere le cure e il sostegno vitale contrariamente alla volontà  dei suoi rappresentanti legali.
 
In discussione anche la “Regola dei 10 giorni” del Texas Advance Directives Act, che prevede che qualora un ospedale decida di sospendere il sostegno vitale, il paziente o i suoi rappresentanti abbiano 10 giorni di tempo per trovare un altro luogo di cura.
 
Nel caso di Tinslee Lewis, il nodo della questione sta nella tracheotomia, intervento necessario perché la bimba sia spostata presso un’altra struttura, ma  che l’ospedale si rifiuta di praticare se non per un hospice dove staccare il  respiratore.
 
 
 
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Gina Lo Piparo

Laureata in Scienze dell'antichità, ama la natura, i viaggi, la poesia, l'arte, la scrittura e Dio, fonte di tutte queste cose. Missionaria, crede nei valori cristiani, che intende come uno stile di vita concreto, reale e rivoluzionario.

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