Test d’ingresso all’Università, medicina la facoltà più gettonata

di Lilia Ricca

Ecco tutte le novità per il nuovo anno accademico.

Settembre sta arrivando, e con questo la corsa ai test d’ingresso nelle Università di tutta Italia. In testa – tra le facoltà più gettonate – c’è Medicina, con un numero crescente di iscritti. Soltanto ai test d’ingresso del San Raffaele e di Humanitas i candidati per un posto nell’ateneo erano in seimila. Un numero simile è previsto nella seconda manche dei test del 3 settembre, con la selezione nelle Università statali Bicocca e alla Statale di Milano.

Sono aumentate le domande di iscrizione ma il numero dei posti a disposizione è salito solo di poche unità. Alla Bicocca entrerà uno su sedici, alla Statale uno su nove.

La fila più lunga è alla Bicocca, alla Statale numeri pari allo scorso anno. Diminuiscono gli specialisti. Un altro dato interessante, infatti, che arriva dalla Statale di Milano, è il calo dei medici specializzati in materia di anestesia e rianimazione, pediatria, ginecologia, medicina di emergenza e urgenza e medicina interna. Pochi posti disponibili nelle scuole di specialistica ed un numero esiguo di specializzandi. Un aumento dei posti a disposizione, quest’anno, che ha raggiunto quota ottomila, con un sforzo che andrebbe garantito anche in futuro. “Il calo massimo lo raggiungeremo fra cinque anni”, spiega Gian Vincenzo Zuccotti, preside di Medicina della Statale di Milano. Gli abbandoni sembrano essere sono in aumento. Si aggiunge la perdita di borse di studio e le opportunità per altri laureati.

Non solo corsi in italiano. Dopo i test del 3 settembre, seconda chiamata il 12 dello stesso mese per i corsi di Medicina in lingua inglese. Dati confermano, un numero di domande in ascesa, quasi duemila per gli iscritti ai corsi internazionali delle università statali. Sono soprattutto le studentesse a scegliere questa strada, sette su dieci. In duemila si erano presentati a marzo ai test delle università private, per il corso di inglese di Humanitas University e dell’Md Program del San Raffaele oltre ai cinquemila candidati del corso tradizionale, in coda per duecento posti. Tanti studenti mettono in conto la prova di più test, costi permettendo. Si va dai dieci ai cinquanta euro di Bicocca e Statale, fino ai 160 e 170 di Humanitas e San Raffaele per i programmi in inglese.

Preparazione, qualità umane, e una formazione di qualità. “Il limite dei quiz è che permettono di valutare la preparazione ma non le qualità umane. Passano i più bravi a mettere crocette ma non è detto che poi saranno i medici migliori”, spiega Zuccotti.“Per questa professione non serve essere un premio Nobel, serve una buona preparazione e anche capacità di ascolto, pazienza, empatia, caratteristiche che non sono considerate in queste prove”. La selezione all’ingresso è comunque necessaria, se si aprisse a tutti non ci sarebbero né le aule né i posti in corsia per una formazione di qualità.

Diverse le novità che il nuovo anno accademico porterà con sé: nei nuovi test d’ingresso infatti saranno presenti meno domande di logica, da venti sono ridotte a dieci, e quesiti di cultura generale in aggiunta, da due si passa a dodici. Poi biologia, chimica, fisica e matematica.

Lilia Ricca

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