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Tafida è uscita dalla rianimazione: la piccola ama e si lascia amare

(Giuseppe Focone) La piccola Tafida è uscita dalla rianimazione. Ancora non si sa se riuscirà mai a respirare da sola senza i supporti medici, ma sta lottando con tutte le sue forze. E con lei la sua mamma e il suo papà, agli occhi dei quali (e di tutti noi) la sua vita, per quanto complicata, è preziosissima, unica e irripetibile.

Tafida ama e si lascia amare. Basterebbe questo, nasciamo per questo, ma si sa, l’essenziale è invisibile agli occhi.
Per la cultura medica inglese la sua vita non era degna di essere vissuta, e per il suo ‘best interest’ la volevano morta, pretendendo di sostituirsi alla sua volontà rappresentata da quella dei suoi genitori.

Per la cultura medica italiana, invece, Tafida è una bambina da curare e la sua una vita da salvaguardare. Per questo ancora oggi, e nonostante tutto, il nostro Paese rimane quell’oasi felice di cui parlava San Giovanni Paolo II, vero faro di civiltà e ultimo baluardo contro la cultura della morte che sembra dominare in questi anni in Europa.

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Ed è questa l’azione culturale che insieme al Presidente, Gianfranco Amato, profondiamo con Nova Civilitas fin dalla sua fondazione di cui i Giuristi per la Vita, che hanno assistito legalmente la famiglia Raqueeb, rappresentano l’opera prodromica.

Rimane il rammarico e il cuore si gonfia di pena al pensiero che anche i piccoli #Charlie e #Alfie sarebbero ancora con noi ad allietare le vite delle loro mamme e dei loro papà se le autorità inglesi avessero concesso loro l’opportunità di una scelta curativa in un altro paese.

Ma il messaggio di speranza che oggi si spande dall’Italia verso il mondo intero è potentissimo: esistono patologie inguaribili, non esistono persone incurabili.

Quando curiamo una malattia, possiamo vincere o possiamo perdere; ma quando curiamo una persona vinciamo sempre.

Giuseppe Focone

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