Surriscaldamento globale: gli Italiani mangiano sempre più gelato anche in inverno

di Gina Lo Piparo

Insieme al clima mutano anche i consumi degli italiani, sempre più fuori stagione. È così che le vendite invernali di gelato salgono rispetto agli anni passati, andando incontro alle più svariate esigenze dei consumatori. 

Che il clima sia cambiato ce ne siamo accorti tutti e sicuramente per qualcuno la cosa, tra tante conseguenze negative, può avere anche qualche risvolto favorevole. Tra questi ci sono i gelatai, stando all’ultima analisi di Coldiretti in occasione della nuova edizione del Sigep: secondo i dati raccolti, infatti, l’aumento delle temperature avrebbe condotto alla crescita dei consumi invernali di gelato tanto che alcuni esercizi commerciali avrebbero ritardato la consueta chiusura stagionale.

Il 2019 si piazza al quarto posto nella classifica degli anni più caldi dal 1800. La temperatura superiore alla media storica ha dato man forte alla tendenza alla quale assistiamo ormai da anni, quella ai consumi fuori stagione: per il gelato si stima che abbiano superato i 6 chili a testa.

«Si sta verificando una sempre più marcata tendenza alla destagionalizzazione degli acquisti che è in atto da diversi anni, nonostante l’estate resti la stagione privilegiata per coni e coppette. Ad essere preferito è di gran lunga il gelato artigianale nei gusti storici anche se  cresce la tendenza nelle diverse gelaterie ad offrire ‘specialità della casa’ che incontrano le attese dei diverse target di consumatori, tradizionale, esterofilo, naturalista, dietetico o vegano».

Oltre al clima, dunque, anche le mode innovano le produzioni più tradizionali, insieme alla maggiore attenzione alla genuinità delle materie prime figlia del nostro tempo: «Da segnalare negli ultimi anni il boom delle agrigelaterie che garantiscono la provenienza della materia prima dalla stalla alla coppetta con gusti che vanno dal latte di asina a quello di capra fino alla bufala – dichiara Coldiretti -. Nelle agrigelaterie è particolarmente curata la selezione degli ingredienti, dal latte alla frutta, che sono rigorosamente freschi con gusti a “chilometro zero” perché ottenuti da prodotti locali che non devono essere trasportati con mezzi che sprecano energia ed inquinano l’ambiente».

Le gelaterie italiane sono circa 39mila. Coldiretti stima «un rilevante impatto sull’indotto con l’utilizzo di 220mila tonnellate di latte, 64mila di zuccheri, 21mila di frutta fresca e 29mila di altre materie prime. Va per questo sottolineata nella preparazione del vero gelato l’importanza della qualità del latte e della frutta».

Gina Lo Piparo

Ti è piaciuto l'articolo? Sostienici con un 'Mi Piace' sulla nostra pagina Facebook!

Articoli Correlati