Bioetica

Suicidio assistito, Pro Vita & Famiglia: “Pericoloso precedente: fine della tutela del diritto alla vita”

Il commento dell’onlus Pro Vita & Famiglia sulla sentenza della Consulta sul suicidio assistito. Le parole di Toni Brandi e Jacopo Coghe.

Il giorno dopo la sentenza della Consulta – che, in sintesi, ha ritenuto non punibile, a certe condizioni, chi agevola il suicidio di chi abbia manifestato liberamente e autonomamente tale proposito – l’onlus Pro Vita & Famiglia, in una nota, ha affermato che si tratta della «fine della tutela del diritto alla vita, fino ad oggi costituzionalmente garantito e protetto. La Corte ha accettato il principio che non va combattuto il dolore, ma eliminato il sofferente che a questo punto si sentirà un peso per tutti: per lo Stato, per la famiglia, per gli amici».

«La Consulta formalmente ha chiesto al parlamento di intervenire con una legge, ma di fatto ha legiferato, creando un drammatico precedente: il caso per caso. Il tutto in perfetta sintonia con la strategia dei radicali, cioé di trasformare la cronaca in regola ideologica. Infatti, il testo è chiaro: non tutti i casi sono punibili e nella fattispecie, l’aiuto al suicidio a Dj Fabo è stato addirittura legittimato. Non a caso Cappato canta vittoria, la vittoria della morte sulla vita», hanno proseguito Toni Brandi e Jacopo Coghe, presidente e vice presidente di Pro Vita e Famiglia e già organizzatori del Congresso Mondiale delle Famiglie di Verona.

«Noi continueremo ad opporre i dati empirici allo storytelling di Cappato & Co. L’eutanasia e il suicidio assistito rimangono una vergognosa pratica incivile e da adesso in poi sarà più facile risparmiare o agevolare la morte del pensionato che pesa sullo Stato e sulla sanità», hanno concluso Brandi e Coghe.

Leggi anche: Eutanasia, Binetti (UDC): “Con la legalizzazione cambierà tutto in famiglia”.

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