Suicidio assistito e illegale: indagata The Last Will in Belgio

di VoceControCorrente

Fautori di libertà in teoria,  procacciatori di morte nella pratica: in Belgio si indaga sull’associazione The Last Will e sui suoi metodi.

Forniscono una polvere speciale, chiamata suicide-powder, per mettere fine alla propria vita. O almeno, questo è ciò che risulterebbe dalle prime indagini sull’associazione The Last Will in Belgio.

Il gruppo che si “batte” per l’Eutanasia,  conta circa 23.000 membri paganti con un’età media di 69 anni ed era stato bloccato già un anno fa dalle autorità perché aveva fornito a circa 1.000 persone il farmaco letale.

Tuttavia, il blocco non è servito: pur non potendo fornire più la polvere killer, The Last Will continua a consigliare i suoi membri sulle scappatoie legali per ottenerla.

L’ufficio del pubblico ministero nelle fiandre orientali ha aperto le sue indagini sulle attività del gruppo in vista di un incontro della sua 700 filiale belga nella città fiamminga di Gand, il 24 giugno.

I pubblici ministeri hanno riferito che l’inchiesta era in una fase iniziale e che l’attenzione iniziale era sull’esatta natura della sostanza letale promossa. Bisogna tenere presente che l’eutanasia da parte dei medici è legale sia in Belgio che nei Paesi Bassi, in caso di condizioni terminali e atroci sofferenze.

Ciononostante, gli attivisti sostengono che la necessità del coinvolgimento di un medico è un’inibizione per coloro che desiderano terminare la propria vita in un momento a loro scelta.

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