Studente bocciato alle medie dai docenti ma promosso dai giudici

di Gabriele Giovanni Vernengo

Bocciato dai professori ma promosso dai giudici. Il curioso caso che vede come protagonista uno studente cremonese, da qualche giorno, sta facendo il giro dei media nazionali.

L’ anno scorso il ragazzo in questione anno frequentava la prima media di una scuola in provincia di Cremona. Dopo la bocciatura da parte degli insegnanti, il Consiglio di Stato, accogliendo il ricorso presentato dal legale del padre contro il Miur e l’istituto scolastico (a cui in primo grado il Tar di Brescia aveva dato ragione), lo ha ammesso a frequentare la seconda.

L’AVVISO DALLA PROVINCIA DI CREMONA

La Provincia di Cremona, che ha pubblicato per prima la notizia, avvisa che il ragazzino potrebbe cambiare classe e tornare in seconda con i suoi ex compagni, anche se l’anno scolastico è iniziato già da due mesi.

IL CONSIGLIO DI STATO: «NON SI PUÒ BOCCIARE AL PRIMO ANNO…»

«Servono più anni per bocciare». Questo è stato stabilito dalla sesta sezione del Consiglio di Stato che ha redatto una specifica ordinanza che sancisce come principio che non è giuridicamente possibile bocciare in prima media (almeno, non per lo scarso rendimento scolastico).

«L’ammissione alla classe successiva nella scuola secondaria di primo grado – spiegano i giudici amministrativi – deve fondarsi su un giudizio che faccia riferimento a periodi più ampi rispetto al singolo anno scolastico, anche nel caso di parziale o mancata acquisizione dei livelli di apprendimento attesi in una o più discipline».

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COSA PREVEDE LA LEGGE?

Il decreto dell’aprile del 2017 sancisce che «nel caso di parziale o mancata acquisizione dei livelli di apprendimento in una o più discipline, il consiglio di classe può deliberare, con adeguata motivazione, la non ammissione alla classe successiva o all’esame conclusivo del primo ciclo».

Quindi l’alunno può essere bocciato, ma solo in casi eccezionali. L’Indire certifica che l’anno scorso la media degli ammessi alla classe successiva alle medie è stata del 98%, quindi c’è stato un 2% di bocciati. La circolare n. 1865/17, sottolinea che l’ammissione alle classi successive nella scuola secondaria di primo grado «è disposta, in via generale, anche nel caso di parziale o mancata acquisizione dei livelli di apprendimento in una o più discipline, riconosce infatti di poter valutare sulla base di periodi più ampi di un singolo anno scolastico l’alunno che, nella prima classe della scuola secondaria di primo grado, non abbia conseguito in tutto o in parte quei livelli».

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L’espressione «disposta, in via generale» sta a indicare che, nel caso della mancata acquisizione dei livelli di apprendimento in una o più discipline, la regola è l’ammissione alla classe successiva.

Mentre l’eccezione è la non ammissione, che può disporsi solo se se, essendo stati adottati tutti gli accorgimenti previsti per evitare tale conclusione, questi non hanno portato a i risultati sperati e quindi solo se l’esito dell’esame predittivo e ragionato delle possibilità di recupero in un più ampio periodo scolastico sia irrimediabilmente sfavorevole.

LE RESPONSABILITÀ DELLA SCUOLA NELL’APPRENDIMENTO DEGLI STUDENTI

La scuola ha quindi il compito di «provvedere a segnalare tempestivamente ed opportunamente alle famiglie degli alunni eventuali livelli di apprendimento parzialmente raggiunti o in via di prima acquisizione» e adottare «specifiche strategie e azioni che consentano il miglioramento dei livelli di apprendimento». Se non si raggiunge questo obiettivo è quindi anche responsabilità della scuola.

Gabriele Giovanni Vernengo

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