Esteri

Strage di Hanau, tedesco uccide 10 persone: il movente è il razzismo

È di undici morti il bilanco della strage armata di Hanau, in Germania. Lo ha reso noto la polizia precisando che 9 persone sono decedute sotto i colpi degli spari in due bar dove si fuma i narghilé. A questi si aggiungono il sospetto killer, il tedesco Tobias R., trovato senza vita insieme ad un’altra persona.

«Il numero delle vittime ferite mortalmente sulla scena del crimine a Heumarkt e Kurt-Schumacher sono salite a nove, quindi il totale è di 11 morti. Le indagini per l’identificazione delle vittime e i sospetti sono in corso», si legge nel comunicato diffuso dalla polizia.

L’uomo sospettato di avere ucciso 10 persone non era noto alle forze dell’ordine e non era conosciuto come xenofobo. Lo ha riferito il ministro dell’Interno locale, Peter Beuth, citato dalla Bild, confermando che il sospettato aveva un regolare porto d’armi ed era uno sportivo del tiro a segno.

Per quanto riguarda le motivazioni del gesto che l’avrebbero portato ad aprire il fuoco sui clienti di due bar, in una lettera l’uomo avrebbe confessato la volontà di compiere una strage con finalità razziste e xenofobe. «Segnali di motivazioni xenofobe» che sono stati confermati dalla procura antiterrorismo, titolare delle indagini.

Ibrahim Kalin, portavoce del presidente turco Recep Tayyip Erdogan, su Twitter ha affermato: «Ci aspettiamo che le autorità tedesche facciano il massimo sforzo per far luce sulla strage di Hanau. Il razzismo è un cancro collettivo». Sull’attacco è intervenuto anche il ministro degli Esteri Mevlut Cavusoglu: «Se i Paesi europei non riescono a fermare il razzismo al loro interno, può diventare estremamente pericoloso».

LEGGI ANCHE: Regno Unito, attacco jihadista contro le guardie carcerarie.

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