Politica

Siria, la politica italiana unita contro Erdogan… ma quando si passerà dalle parole ai fatti?

Tutto (o quasi) il panorama politico italiano sembra unito nel condannare fermamente la decisione della Turchia di invadere il nord della Siria per attaccare i curdi con la scusa della missione per liberare l’area dal terrorismo.

Innanzitutto, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, in un’intervista rilasciata al Tg3, ha affermato che «l’Europa deve muoversi ad una sola voce. L’iniziativa militare unilaterale della Turchia rischia di essere controproducente, destabilizzante per il quadrante già compromesso e di compromettere la lotta al terrorismo».

Conte, poi, ha aggiunto che «non si può accettare che possa esserci un ricatto tra l’accoglienza fornita dalla Turchia, meritevole, a tutti i rifugiati siriani, accoglienza con supporto finanziario europeo, e questa iniziativa militare unilaterale».

Il presidente della Camera dei Deputati, Roberto Fico, ha affermato che «quello che sta accadendo in queste ore in Siria impone all’Europa di reagire con la massima unità. L’aggressione della Turchia al territorio siriano della Rojava è un atto di enorme gravità. La violenza e le violazioni del diritto internazionale stanno suscitando la condanna e l’indignazione sempre più ampia dell’Italia e di tutta la comunità internazionale. Lo testimoniano tante manifestazioni nelle piazze a sostegno a sostegno dei curdi e di tutti i popoli della regione. Abbiamo l’obbligo di pensare alle migliaia di civili, che le drammatiche immagini di queste ore ci raccontano essere già in grave pericolo. Alla condanna deve però seguire la capacità della comunità internazionale di fermare questa barbarie, nel solco dei principi di diritto internazionale. Sia anzitutto l’Unione europea in grado di parlare oggi con una voce sola, senza esitazioni e senza cedimenti alle inaccettabili minacce ricevute. È il momento di tradurre l’indignazione in azioni immediate e concrete. Martedì il ministro degli Esteri riferirà alla Camera sulla situazione. E il mio auspicio è quello di un Parlamento compatto contro ogni violenza, al di la’ di tutti gli schieramenti politici».

Infine, Paolo Formentini, deputato della Lega, vicepresidente della Commissione Affari esteri della Camera, ha dichiarato: «In circa vent’anni la Turchia ha ricevuto decine di miliardi di finanziamenti dalla Banca europea per gli investimenti e dall’Ue, quindi anche dall’Italia. Se tutte queste risorse finiscono poi per finanziare, anche se solo in parte, la guerra, è chiaro a tutti che c’è qualcosa che non va. Tranne, evidentemente, proprio ai burocrati Ue. Troppo comodo limitarsi a condannare le azioni militari turche. Occorre agire di conseguenza e con coerenza».

Queste sono soltanto tre delle tante dichiarazioni che da ieri stanno condannando la decisione di Erdogan (che ha pure minacciato l’Unione Europea, affermando che in caso di perseveranza nel dissenso, potrebbe ‘liberare’ milioni di profughi verso il Vecchio Continente). Certo, ora bisognerebbe passare dalle parole ai fatti…

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