Sigarette elettroniche: scoperto altro pessimo effetto sulla salute

di Naomi Mezzasalma

Ci sarebbero diversi disturbi all’apparato cardiocircolatorio tra gli effetti collaterali delle sigarette elettroniche, che hanno fatto ammalare negli Usa 2051 persone, uccidendone una quarantina.

È quanto risulta da una ricerca dell’Ohio State University, pubblicata sulla rivista scientifica Cardiovascular Research. Dallo studio, che si aggiunge ad altre numerose attività di ricerca sulla sigaretta elettronica effettuate in America negli ultimi mesi, sono emersi importanti dati sugli effetti collaterali.

«Le sigarette elettroniche contengono nicotina, particolato, metalli e aromi, non solo dell’innocuo vapore acqueo – ha dichiarato la coordinatrice dello studio Loren Wold – Dagli studi sull’inquinamento atmosferico sappiamo che il particolato fine entra in circolazione e ha effetti diretti sul cuore. I dati sulle sigarette elettroniche vanno in questa direzione».

E sono tutt’altro che incoraggianti le informazioni sugli effetti collaterali di queste sostanze: è infatti noto che la nicotina aumenta la pressione del sangue e il battito cardiaco, mentre il particolato fa indurire le arterie, con effetti sui polmoni. Sul banco d’accusa anche la vitamina E acetato, un ingrediente aggiunto ai prodotti a base di tetraidrocannabinolo (Thc), uno dei maggiori principi attivi della cannabis, che è stata identificata come una «causa molto forte» nella malattie collegate alle sigarette elettroniche dall’Agenzia per il controllo e la prevenzione delle malattie (Cdc).

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«Molti studi hanno esaminato gli effetti acuti dello svapo ma l’effetto dell’esposizione cronica non è stato analizzato – ha aggiunto la Wold. – Inoltre gli ingredienti e il modo di rilascio non sono standardizzati. Gli apparecchi di nuova generazione rilasciano più vapore concentrato per periodi più lunghi: ciò significa che i primi studi fatti hanno sottostimato il loro effetto».

Sul tema si è pronunciato anche Fabio Beatrice, direttore del Dipartimento di Otorinolaringoiatria e Chirurgia Maxillo Facciale e Responsabile del Centro Anti Fumo dell’Ospedale San Giovanni Bosco di Torino.

«I casi di malattie legate all’uso delle sigarette elettroniche negli Usa – ha affermato – sono dovuti alla mancanza di regolamentazione su questi prodotti negli Stati Uniti e non potrebbero ripetersi in Europa. I casi di polmonite sono dovuti all’uso improprio di sigarette elettroniche ‘aperte’, in cui è stata caricata cannabis sospesa in oli solventi, che hanno determinato il problema. Questo è possibile negli Usa, dove la materia non è minimamente regolata, mentre qui da noi no. Non è un caso che in Gran Bretagna, dove la sigaretta elettronica è considerata una misura di salute pubblica, sono stati trovati una ventina di casi di irritazione lieve, mentre in Italia l’Istituto Superiore di Sanità non ha trovato nessun caso. Questo non significa – ha concluso Beatrice – che la sigaretta elettronica fa bene, ma non va demonizzata».

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