Seggiolino salva-bebè: burocrazia lenta, moriranno altri bambini sotto il sole?

di VoceControCorrente

Michela Cervasio, la mamma che si dimenticò la figlia di 18 mesi sul seggiolino sotto il sole, riporta l’attenzione sul tema.

Un seggiolino salva bebè per evitare che altri bimbi muoiano in auto. Sembra una cosa semplice, ma si discute da troppo tempo del decreto che non è ancora realtà.  Così a riportare l’attenzione sul tema è Michela Cervasio, mamma e fondatrice della Gaia Onida Onlus.

La donna ha vissuto in prima persona il trauma dovuto dall’assenza del seggiolino salva bebè: nel luglio del 2016 lasciò la figlia di 18 mesi in auto, sotto il sole, per una dimenticanza dovuta allo stress e al caldo estivo.

Dopo la morte della bambina, la Cervasio si è battuta per portare l’attenzione sul tema. E continua ancora oggi, sottolineando dalle colonne de La Nazione come la tecnologia metta a disposizione strumenti validi proprio come il seggiolino salva-bebè, che ti avverte se hai dimenticato il bambino in auto.

Questo tipo di dispositivo dovrebbe essere fondamentale per i genitori: eppure manca ancora il decreto attuativo che lo renda obbligatorio.

La Cervasio ha sostenuto l’assurdità della situazione: tra tanti dispositivi che abbiamo in auto, infatti, l’assenza di un tale accessorio salvavita dovrebbe essere la priorità. Non resta che aspettare e sperare che nel frattempo non accadano altre tragedie.

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