Scoperto mosaico che mette in dubbio il luogo della moltiplicazione dei pani e dei pesci

di VoceControCorrente

Un mosaico scoperto di recente a Hippo, risalente a 1600 anni fa, mette in discussione l’ubicazione del luogo del miracolo della molteplicazione dei pani e dei pesci.

Tabgha è un sito vicino a Cafarnao, sulla costa nord-occidentale del Mar di Galilea. Questa località è tradizionalmente nota come il luogo in cui Gesù ha moltiplicati i cinque pani e i due pesci. Qui si trova, tra l’altro, la chiesa della Moltiplicazione, edificata su due antiche chiese nel 1982.

Una recente scoperta archeologica, avvenuta a Hippos, però, ha messo in dubbio questo luogo: gli scavi effettuati in una chiesa che si trova in ben altra zona (dall’altra parte del mare) hanno portato alla luce un mosaico che rappresenterebbe il miracolo.

Questa chiesa, costruita nel V secolo d.C., era una delle sette chiese cristiane di Antiochia-Ippona. Distrutta da un incendio, il suo tetto è crollato. Ed è per questo che il mosaico che ricopre il suolo della struttura è stato protetto per 1600 anni da uno strato di cenere: si è conservato in maniera straordinaria, mantenendo i suoi colori brillanti e raffigura un paniere con cinque pesci.

Nella navata ci sono due gruppi di pesci e nell’abside altri due. Sono rappresentati anche dodici panieri che ricordano i dodici rimasti dopo il pasto della folla.

Micheal Eisenberg, condirettore degli scavi, ha spiegato:

«Ci sono cinque pani, non tre o sei. I loro colori possono riflettere diversi tipi di farina, grano e orzo. Poi c’è la coppia di pesci sul mosaico dell’abside. L’associazione che mi venne in mente è il miracolo della moltiplicazione del pane e del pesce».

Il miracolo dei pani e dei pesci, tra l’altro, è l’unico presente in tutti e quattro i Vangeli.

Anche a Tagbha è stato trovato un mosaico simile. Gli esperti hanno osservato che il pane e il pesce sono rappresentati insieme ma ci sono soltanto quattro pagnotte nel cestino non cinque come riportato nei Vangeli.

Per Eisenberg niente oggi ci permette di dire che il miracolo sia avvenuto a Tagbha o addirittura a Hippo. Per lo studioso, infatti, quel mosaico può essere una semplice evocazione del miracolo e non la designazione di un luogo.

Tuttavia, ha sottolineato che, dopo il miracolo, i discepoli hanno viaggiato attraverso il Mare di Galilea fino a Cafarnao e questo importante elemento potrebbe portare all’ipotesi che il miracolo sia avvenuto a Hippo.

«Venuta la sera, i discepoli di Gesù scesero al mare e, saliti in una barca, si avviarono verso l’altra riva in direzione di Cafarnao» (Giovanni, 6, 16-17).

Tabgha o Hippo, il mistero rimane. Questa scoperta, comunque, equivale a un miracolo per Jessica Rentz, coinvolta negli scavi. Sperava di «trovare un’iscrizione che potesse fornire un contesto importante per la comunità. Avere scoperto una chiesa bizantina con il suo tappeto a mosaico colorato è sorprendente. E trovare un mosaico che può essere direttamente associato a un miracolo attribuito a Gesù durante la sua prima stagione è come un miracolo».

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