Cultura & Scienze

Scoperto il sito di Emmaus, il luogo della prima apparizione di Cristo dopo la Resurrezione

Scavi archeologici ad ovest di Gerusalemme hanno portato alla luce i resti di un centro fortificato posto sulla collina di Kiriath Yearim. Probabile l’identificazione con Emmaus, secondo gli studiosi.

(Di Gina Lo Piparo) Dal 2017 un team di archeologi franco-israeliani lavora a Gerusalemme nella zona di Kiriath Yearim, collina sita a pochi chilometri ad ovest della città, vicino al centro di Abu Ghosh.

Il luogo, secondo le ricostruzioni bibliche, ospitò l’Arca del Patto per vent’anni prima che il re Davide la riportasse a Gerusalemme. Oggi, tuttavia, offre al mondo anche un’altra scoperta: sembrerebbe essere sorta lì, infatti, la città di Emmaus, dove Cristo apparve per la prima volta dopo la Resurrezione.

Il Vangelo di Luca narra con attenzione l’episodio. Lungo il cammino verso la località, due discepoli discutevano della recente quanto terribile morte di Cristo, seguita da un evento sconvolgente come il mancato ritrovamento del Suo corpo all’interno del sepolcro. Tristezza e stupore si mischiano nelle loro parole, quando un ignoto passante li raggiunge e chiede loro di cosa stiano parlando.

Incredibile ma vero, l’uomo pare non essere al corrente dei fatti che in quei giorni avevano sconvolto Gerusalemme, quindi i due gliene offrono un breve resoconto. La risposta è sorprendente: lo sconosciuto, infatti, inizia a mostrare loro attraverso le Scritture che tutto era già stato previsto da secoli, dalla nascita del Messia fino alla Sua vittoriosa Resurrezione. Le sue parole erano così piene di attrattiva che, giunti finalmente ad Emmaus, i discepoli chiesero all’uomo di trattenersi a cena con loro e quando egli spezzò il pane, un velo cadde dai loro occhi: era Gesù, che immediatamente scomparve dalla loro vista. I due allora partirono alla volta di Gerusalemme per andare a raccontare agli undici discepoli quanto avevano vissuto.

Il testo biblico riferisce un dettaglio su dove si trovava Emmaus: a 7 km da Gerusalemme. L’elemento calza bene con l’identificazione del sito da parte degli archeologici, che hanno portato alla luce i resti delle mura di una fortificazione ellenistica, risalente a 2200 anni fa, fatta costruire dal generale seleucida che sconfisse Giuda il Maccabeo.

Naturalmente gli studi si sono concentrati sui reperti relativi al periodo biblico, ossia su una grande piattaforma cinta da mura che con molta probabilità ospitò un centro di cultuale o amministrativo attorno all’VIII/VII sec. a. C. Le ricerche di quest’estate hanno poi mostrato che in prossimità o sopra le mura originarie, attorno alla metà del I sec. a.C., sarebbero state costruite altre fortificazioni, successivamente restaurate in età romana. La datazione si basa sullo studio, attraverso la tecnica della luminescenza, di ceramiche e di altro materiale ritrovato negli scavi.

L’archeologo Israel Finkelstein dell’Università di Tel Aviv ha sottolineato l’importanza del sito, posto in posizione dominante su Gerusalemme e quindi appetibile per un eventuale controllo sulla città. A tali ragioni si deve la presenza delle fortificazioni.

Tra tesi a sostegno e obiezioni da parte di chi ritiene che anche altri centri limitrofi siano candidati all’identificazione con Emmaus, lo studio con i risultati del lavoro sarà pubblicato il 24 Ottobre su New Studies in the Archaeology of Jerusalem and its Region e presentato ad una omonima conferenza a Gerusalemme.

Gina Lo Piparo

Leggi anche: Scoperto mosaico che mette in dubbio il luogo delle moltiplicazione dei pani e dei pesci.

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