Editoriali

“Sciacallo” a Salvini per la bimba di Bibbiano a Pontida… e allora Renzi con Alan Kurdi?

Tutti contro Matteo Salvini perché ha portato sul palco di Pontida una bambina di Bibbiano. Strumentalizzazione politica? Beh… e quella di Renzi nel settembre del 2015?

(di Walter Giannò) Tutti contro Matteo Salvini perché ha portato sul palco di Pontida una bambina di Bibbiano, ritornata dai genitori dopo un allontamento forzato.

Tutti contro Salvini perché il leader della Lega si sarebbe reso autore di una bieca strumentalizzazione politica. Un esempio per non citarne tanti: «Che gente siete per usare bambini su un palco. Tutti a testa china davanti a questo schifo? Siete senza onore», ha detto Carlo Calenda.

Come spesso succede in politica, le dichiarazioni ipocrite si stanno sprecando. Infatti, al di là della scelta di Salvini di trattare in quel modo uno degli scandali recenti (anzi attuali) più spregevoli, la cui gravità non è certo inferiore ai temi tanto cari agli avversari del leghista (come l’accoglienza, per citarne uno), chi sta criticando l’ex vicepremier forse si dimentica (o finge di non ricordare) che i bambini (vivi o morti) non sono mancati neanche ai loro comizi.

Era il settembre 2015, ad esempio, quando Matteo Renzi, allora presidente del consiglio, durante la Festa Nazionale del Partito Democratico a Milano, decise di fare passare sul mega schermo la foto del piccolo Alan Kurdi, il bimbo di tre anni trovato morto sulla spiaggia di Bodrum, in Turchia e diventato simbolo dell’inerzia dei governi del mondo occidentale di fronte alla tragedia dei profughi (e della guerra in Siria).

L’attuale senatore del PD, insomma, usò quella foto per dire questo: «C’è un livello di umanità sotto il quale non bisognerebbe scendere davanti alle dichiarazioni di chi dice, davanti alle immagini del corpo del bimbo siriano che è un problema di questo governo, io dico che non c’è una destra contro una sinistra, ma umani contro bestie».

Altrettanto sinceramente, poi, va ricordato che Matteo Salvini criticò la scelta di Renzi così: «Un presidente del Consiglio che usa un bambino per la sua campagna elettorale è un verme».

Ora, c’è chi sostiene che la differenza tra i due momenti sia perché da un lato c’è una bambina vivente e dall’altro un piccolo morto. Premesso che Salvini di certo non abbia preso con la forza la piccola vittima di Bibbiano, si tratta di una giustificazione abbastanza spicciola e irrita – da qualsiasi parte politica provenga – che le critiche alle strumentalizzazioni (vere o presunte) provengano sempre in funzione dell’avversario, dimenticandosi magari di avere fatto lo stesso.

Infine, un appunto: la vicenda di Bibbiano (che riguarda tante altre città, come già raccontato in questo nostro articolo di qualche giorno fa) merita un’attenzione alta e non può ‘passare in cavalleria’ per opportunismo politico perché non c’è reato più orrendo che togliere a una madre e a un padre il proprio figlio senza una ragione legittima. I ladri dei bambini vanno perseguiti e rigidamente puniti e guai ad abbassare i riflettori.

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Walter Giannò

Direttore responsabile di VoceControcorrente.it.

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