Cultura & Scienze

Scelta l’APP per tracciare i casi di Covid-19: si chiama Immuni ed è italiana

L'APP è stata scelta dal commissario Domenico Arcuri.

«Sono molto orgoglioso della passione, abnegazione e competenza dei nostri ingegneri, scienziati e di tutto il team Immuni. Abbiamo fatto, e faremo, del nostro meglio»: è il commento di Luca Ferrari, AD di Bending Spoons, la software house milanese la cui app è stata scelta dal governo italiano per contenere l’emergenza Covid-19.

L’azienda ha ricordato che «la Presidenza del Consiglio dei Ministri è il licenziatario dell’uso del prodotto. Bending Spoons agisce completamente gratuitamente, finanziando autonomamente i propri costi e non ricevendo alcun corrispettivo per il suo impegno».

Bending Spoons S.p.A. è un’impresa fondata nel 2013, in cui lavora un team internazionale composto da oltre 150 persone «che sviluppa app utilizzate da milioni di persone in tutto il mondo, con oltre 200 milioni di download complessivi, 270.000 nuovi utenti al giorno e 45,5 milioni di fatturato nel 2018, tra le aziende o gli istituti da cui provengono i membri della squadra ci sono Google, Apple, McKinsey e il Cern».

«È per assemblare una squadra d’eccellenza – prosegue la nota – e per dare ai tanti talenti in fuga dal nostro Paese un motivo per restare che, nel 2014, da Copenaghen, dove abbiamo fondato l’azienda nel 2013, abbiamo scelto di tornare in Italia, a Milano».

I fondatori di Bending Spoons cinque, con età media che si aggira intorno ai 35 anni. Sono Luca Ferrari, nato nel 1985, laureato in Ingegneria elettronica e Ingegneria delle telecomunicazioni; Francesco Patarnello, nato nel 1985, laureato in Ingegneria Elettrica ed Elettronica e in Ingegneria delle Telecomunicazioni; Matteo Danieli, nato nel 1984, ilaureato in Ingegneria delle Telecomunicazioni; Luca Querella, laurea in Informatica e in Ingegneria Informatica; Tomasz Greber, nato nel 1984, digital designer con oltre 15 anni di esperienza.

L’APP per tracciare i positivi al Coronavirus e i relativi contatti si chiama Immuni ed è stata scelta da Domenico Arcuri, commissario straordinario per l’emergenza perché «ritenuta più idonea per la sua capacità di contribuire tempestivamente all’azione di contrasto del virus, per la conformità al modello europeo delineato dal Consorzio PEPP-PT e per le garanzie che offre per il rispetto della privacy».

La società, si legge nell’ordinanza, «esclusivamente per spirito di solidarietà e, quindi, al solo scopo di fornire un proprio contributo, volontario e personale, utile per fronteggiare l’emergenza da COVID-19 in atto, ha manifestato la volontà di concedere in licenza d’uso aperta, gratuita e perpetua, al Commissario straordinario per l’attuazione e il coordinamento delle misure di contenimento e contrasto dell’emergenza epidemiologica COVID-19 e alla Presidenza del Consiglio dei ministri, il codice sorgente e tutte le componenti applicative facenti parte del sistema di contact tracing già sviluppate, nonché, per le medesime ragioni e motivazioni e sempre a titolo gratuito, ha manifestato la propria disponibilità a completare gli sviluppi informatici che si renderanno necessari per consentire la messa in esercizio del sistema nazionale di contact tracing digitale».

Alla base del tracciamento c’è un identificativo temporaneo generato da uno smartphone che viene trasmesso e registrato dagli smartphone vicini. Quando qualcuno risulta contagiato i suoi codici identificativi vengono caricati su un server e le persone che gli sono state vicine vengono avvisate con una notifica. L’installazione della APP e l’aggiornamento dei propri dati sanitari avviene su base volontaria.

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