CronacaEmilia Romagna

Riabbraccia il proprio figlio dopo 4 mesi: multata con 400 euro di verbale

Il Coisp: "Multa inopportuna"

Una multa di 400 euro. La trasgressione commessa? Avere riabbracciato il proprio figlio dopo quattro mesi.

La protagonista della vicenda è una mamma di Reggio Emilia alla quale, da alcuni anni, le è stato tolto l’affidamento del proprio bimbo di 9 anni. Il fatto è avvenuto durante un incontro organizzato dai servizi sociali.

L’educatrice aveva avvertito mamma e figlio di rispettare la distanza di sicurezza, cosa che invece non è avvenuta. Sono stati chiamati così i carabinieri che sono intervenuti, multando la donna. A denunciare la vicenda è stata Elisa Fangareggi, presidente di Time4life, fondazione che si occupa di bambini in condizione di povertà sociale ed economica, e il legale della mamma coinvolta.

Alla donna è stata tolta il figlio perché i servizi sociali non l’hanno ritenuta adeguata ad esercitare le funzioni genitoriali.

«Da ragazza madre aveva soltanto chiesto aiuto ai servizi – ha spiegato Fangareggi alla Nuova BQ – perché non riusciva a conciliare la cura del bambino con i turni di lavoro. Sulla base di una presunzione di inadeguatezza, il bambino le è stato tolto».

Prima della pandemia, la donna poteva incontrare il figlio, ma solamente un’ora alla settimana. Con il lockdown le visite si sono interrotte. I due si potevano vedere solo in video chiamata. Il 9 giugno la mamma ha potuto incontrare il proprio bambino.

L’educatrice ha cercato di impedire il contatto tra i due e poi ha chiamato i carabinieri. La donna ora rischia di non poter più partecipare agli incontri protetti che si svolgono una volta alla settimana.

«È mia intenzione provvedere, a nome del sindacato Coisp – commenta in conclusione Domenico Pianese, segretario generale del sindacato di Polizia Coisp (Coordinamento per l’indipendenza sindacale delle forze di polizia) provvedere al pagamento di una sanzione che ritengo inopportuna. Ecco perché contatterò al più presto l’avvocato Elisa Fangareggi Così impegnandosi a risolvere il caso della donna».

«Questa vicenda – afferma in conclusione Pianese – fa rilevare l’inadeguatezza di alcuni impianti normativi che sono stati introdotti con l’emergenza Covid e fa parte di una delle discriminanti non previste dalla legge».

Gabriele Giovanni Vernengo

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Gabriele Giovanni Vernengo

Classe 94', amante della cultura e dell'arte. Fermo nei propri valori e nella sua fede cristiana, porta avanti il proprio talento tramite la poesia e il giornalismo, definite da lui stesso come «missioni» e/o « vocazioni».

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