Revocata la scorta al Capitano Ultimo: “Nessun pericolo, la mafia non c’è più”

di Gabriele Giovanni Vernengo

Ultimo, il colonnello che arrestò Totò Riina polemizza su Twitter.

Revocata la scorta a Sergio De Caprio, meglio conosciuto come Capitano Ultimo e noto per aver arrestato il boss Totò Riina il 15 gennaio 1993.

Ad annunciare l’avvio delle procedure per togliergli la scorta è stato lo stesso carabiniere che ha scritto un tweet polemico, accompagnato dalla foto della lettera ricevuta. «Comunicazione di avvio del procedimento di revoca, ai sensi dell’articolo 7 della legge 241/1990», questo l’oggetto della lettera recapitata al colonnello.

«Nessun pericolo, la mafia non c’è più, è stato un gioco. Tutti invitati alla prossima cerimonia: via la tutela al Capitano Ultimo, in fondo se l’è cercata, e basta indagini, non servono più», così il tweet pubblicato dal colonnello Sergio De Caprio.

Nel testo del provvedimento si legge come non ci sarebbero «specifici indicatori di rischio riferiti alle ipotesi di pericolo o minaccia».

La scorta è stata ufficialmente restituita al Capitano Ultimo Sergio De Caprio lo scorso giugno, quando, il Tar del Lazio, che ha giudicato illegittimo il provvedimento con il quale la Prefettura di Roma, nel settembre del 2018, aveva revocato al colonnello il dispositivo di protezione in suo favore disposto dall’Ufficio Centrale Interforze per la Sicurezza personale.

A dar notizia della restituzione della scorta al Capitano Ultimo era stato l’avvocato Antonino Galletti. Il difensore di Ultimo si era detto orgoglioso del fatto che il Tar avesse accolto la tesi difensiva.

La revoca della scorta, secondo l’avvocato, infatti, era stata frettolosa e non motivata in modo approfondito. Il difensore di De Caprio aveva anche precisato che, senza la scorta, il suo assistito sarebbe stato esposto a gravi rischi. Anche quando lo scorso anno la revoca della scorta era stata resa nota, il colonnello aveva protestato pubblicamente contro la decisione.

Gabriele Giovanni Vernengo

Leggi anche: Uomo Vitruviano, il Tar ha detto no al prestito al Louvre.

Ti è piaciuto l'articolo? Sostienici con un 'Mi Piace' sulla nostra pagina Facebook!

Articoli Correlati