Politica

Renzi e Conte: tensione a distanza sul cuneo fiscale. Il premier: “Non abbiamo bisogno di fenomeni”

Il leader di Italia Viva: “Per il cuneo fiscale pochi spiccioli, vanno tagliate le spese”. Conte: “Non abbiamo bisogno di fenomeni”

«Se tornassimo a spendere per beni e servizi quello che spendevamo con il nostro governo avremmo magicamente servita sul piatto una cifra per il cuneo fiscale degna di questo nome. Non gli spiccioli proposti quest’anno».

Così Matteo Renzi, leader di Italia Viva, in una lettera pubblicata sul Corriere della Sera.

Secondo il politico toscano «non è pensabile che per diminuire il cuneo si voglia aumentare l’Iva. Aumentare l’Iva per 7 miliardi in cambio di una riduzione del cuneo fiscale per 2.5 miliardi di euro non è un affare: è un autogol», aggiungendo che «la vera priorità è sbloccare il pacchetto da 36 miliardi di euro di investimenti pubblici tenuto fermo dai lacci della burocrazia e dell’inconcludenza politica».

«Nel triennio del nostro governo – ha sottolineato Renzi – lo stanziamento per beni e servizi si è attestato tra i 134 e 136 miliardi di euro. Nei tre anni successivi la voce di spesa per beni e servizi schizza rispettivamente a 140, 146, 150 miliardi di euro».

Sul debito, ha aggiunto Renzi, «l’Italia ha bisogno di quiete, di una pax romana che metta in sicurezza un Paese oberato da un debito monstre. Oggi gli interessi sul debito sono bassi, molto bassi. Ma nel resto d’Europa sono addirittura negativi. Il che costituisce una ghiotta occasione. Va rimodulato il debito, non le aliquote Iva. E rimodulare il nostro debito significa cogliere l’occasione dei tassi bassi per allungare la scadenza spendendo meno e mettendo in sicurezza il Paese per un paio di decenni».

LA REPLICA DI CONTE

Il premier Giuseppe Conte, rispondendo ai giornalisti sulla lettera di Renzi al Corriere della Sera, ha affermato: «Abbiamo valutato tante proposte. Se qualcuno vuole arrogarsi il privilegio di dire cosa ha sventato o cosa ha fatto, questo è veramente molto scorretto. Con gli italiani non si scherza».

Conte ha precisato che «la manovra non è ancora definita, siamo ancora all’inizio. Non c’è stato partito o presidente che ha detto ‘dobbiamo fare questo’ tanto è vero che non abbiamo ancora il dettaglio delle misure che adotteremo».

Sulla legge di bilancio il Presidente del Consiglio ha affermato: «stiamo lavorando. Il Mef e la ragioneria dello Stato stanno lavorando su scenari che cambiano continuamente. Cercare di immobilizzare una discussione, una proposta che è stata fatta tra tante, e cercare di rappresentare agli italiani che è stata presa una decisione e che poi si è tornati indietro è pura mistificazione realtà».

Per Conte, poi, «non abbiamo bisogno di fenomeni».

Leggi anche: Di Maio su Renzi: “Di Matteo ne abbiamo già avuto uno”.

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