Bioetica

Regno Unito: Tribunale decide l’aborto per una giovane disabile

Venerdì è arrivata la sentenza a cui probabilmente nessuno farà appello: i genitori di una ragazza sono a favore dell’interruzione di gravidanza e il Sistema Sanitario Nazionale britannico ha presentato una petizione perché l’aborto fosse consentito.

Dopo aver consultato la Corte di Protezione e una trentina di professionisti del settore, un tribunale del Regno Unito ha emesso una sentenza sulla gravidanza di una giovane di vent’anni affetta da ritardo cognitivo: l’aborto sarà la ‘soluzione migliore’ al fine di preservarne la salute fisica e mentale.

Non si tratta del primo caso. A giugno analoga decisione era stata presa per una simile vicenda che aveva destato scalpore perché la giovane coinvolta voleva mandare avanti la gravidanza e la futura nonna aveva dichiarato totale sostegno e supporto alla figlia nel crescere il nascituro. Stavolta il caso, però, è diverso: i genitori della ragazza sono favorevoli all’aborto, dunque, non ci sarà alcun appello come è invece avvenuto nel caso di giugno, quando la sentenza, dopo tre giorni, è stata annullata.

Per ragioni legate alla privacy i media non hanno diffuso le generalità della ventenne: probabilmente è incinta di 12 settimane e, stando a quanto riportato da PA Media, è cresciuta in affidamento a genitori «cristiani e fedeli», sostenitori dell’interruzione di gravidanza. La polizia sta indagando per comprendere se all’origine del concepimento vi sia stato un episodio di violenza sessuale.

Il caso è nato da una segnalazione del trust del Servizio Sanitario Nazionale responsabile delle cure della ragazza, il quale ha presentato una petizione alla corte per ricevere il permesso di effettuare l’aborto. La Corte di Protezione del Regno Unito allora è intervenuta nella vicenda, quale ente preposto alla gestione dei casi inerenti a cure e processi decisionali che coinvolgono persone non in grado di agire da sole.

Eloise Power, avvocato rappresentante il SSN, ha testimoniato che dottori e operatori sanitari sono a favore del provvedimento; il consulto con altri trenta professionisti, tra cui medici e assistenti sociali, ha prodotto la medesima conclusione – a quanto riferisce PA Media.

Il giudice David Basil Williams, dunque, pur asserendo che l’aborto sarebbe una «significativa interferenza» nell’autonomia corporea della donna, si è pronunciato a favore dichiarando che la prosecuzione della gravidanza potrebbe danneggiare la sua salute mentale e fisica. Il personale sanitario è stato quindi autorizzato a trattenere la donna e somministrarle un anestetico generale, se necessario.

Gina Lo Piparo

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Gina Lo Piparo

Laureata in Scienze dell'antichità, ama la natura, i viaggi, la poesia, l'arte, la scrittura e Dio, fonte di tutte queste cose. Missionaria, crede nei valori cristiani, che intende come uno stile di vita concreto, reale e rivoluzionario.

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