Regno Unito: tredicenne porta in tribunale il Consiglio della contea di Oxford per la politica transgender

di Alessandra Barbato

«La guida scolastica mi fa sentire che il mio desiderio di privacy, dignità, sicurezza e rispetto è sbagliato. Mi fa sentire triste, impotente e confusa». Questo ha dichiarato la ragazza inglese di 13 anni che ha lanciato una sfida legale alle istituzioni britanniche, ree a suo parere di aver inserito nel mondo scolastico una ‘Guida’ giudicata ‘controversa’ da genitori e insegnanti su come sostenere a scuola i giovani che mettono in discussione la loro identità di genere.

Prodotto dell’Equality Act 2010, il Trans Inclusion Toolkit for Schools 2019 (questo il nome della Guida di 65 pagine) dice che i ragazzi che affermano di essere ragazze (transgender) dovrebbero essere autorizzati a condividere i servizi igienici femminili, a praticare sport nella stessa squadra femminile, ad utilizzare gli stessi spogliatoi e stesse camere d’albergo delle ragazze durante le gite scolastiche.

La ragazza nota come ‘Miss A’ non ci sta. L’intolleranza è la bandiera che alcuni le sventolano contro ma lei, invece, molto più semplicemente fa sapere che queste ‘linee guida’ non rispettano il suo disagio. Se da un lato, infatti, si vuole proteggere la categoria transgender, dall’altro non si salvaguarda la categoria delle ragazze che vedono compromesse la propria sicurezza, privacy, dignità.

«Fare sport con una ragazza che di base è un ragazzo potrebbe finire per essere pericoloso, i ragazzi hanno una fisicità e una forza più imponente delle ragazze». Anche quest’altra dichiarazione di Miss A fa riflettere, ma a sorprendere è soprattutto l’appoggio pubblico che una donna lesbica le ha dato. Victoria Edwards, madre di una bimba di 12 anni, aveva precedentemente iniziato ad agire contro la Guida e ora sta finanziando il crowdfunding per sostenere il caso di Miss A.

Edwards ha affermato che la Guida «pone i diritti dei bambini transgender al di sopra dei diritti di tutti gli altri bambini. Nessun bambino dovrebbe essere messo in questa posizione: le scuole e le autorità locali devono mettere al primo posto la loro sicurezza e riconoscere correttamente i diritti di tutti i bambini».

Safe Schools Alliance, che sostiene il caso di Miss A, ha affermato che la guida consentirebbe agli alunni di accedere agli spazi di sole donne «senza la conoscenza o il permesso dei genitori».

Paul Conrathe, procuratore legale per i diritti umani di Sinclairlaw, ha dichiarato che la Guida «travisa la legge ed espone bambini e giovani a potenziali pericoli».

Anche molti insegnanti sono insorti perché affermano che la Guida risulta contraddittoria rispetto ai loro obblighi legali di tutelare il benessere e la sicurezza dei bambini.

Insomma questa Guida pare non piacere proprio a nessuno in Inghilterra e le dichiarazioni della controparte non sembrerebbero ancora state formulate.

Una cosa è certa, la disputa legale, comunque vada, farà la storia.

 

Alessandra Barbato

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