Bioetica

“Regioni per la vita”, oltre 50 associazioni per tutelare maternità e salute delle donne

Il documento del Comitato "Polis Pro Persona" in vista delle prossime elezioni.

Regioni per la vita” è l’appello di oltre 50 associazioni no-profit in vista delle prossime consultazioni elettorali, del 20 e 21 settembre. «Aprirsi alla vita, tutelando la maternità e il diritto alla piena salute per le donne, disapplicando la circolare del Ministro Speranza, del 12 agosto, e incrementando le cure palliative, vero e proprio diritto negato in troppi territori italiani»: questo, in sintesi, il contributo ai programmi delle Regioni da parte delle associazioni aderenti al Comitato Polis Pro Persona.

«È necessario sviluppare concrete politiche di valorizzazione della vita – si legge in un documento sottoscritto per l’occasione -, inserendole nell’agenda delle autonomie italiane, sia per alimentare gli ideali proposti dalla Costituzione, sia per ormai indifferibili esigenze demografiche, sociali e persino di convenienza economica del Paese».

L’appello punta il dito contro le nuove linee guida relative alla pillola abortiva: «Il documento del Ministero della Salute del 12 agosto 2020 consente per la prima volta l’aborto chimico con la RU 486, non solo fino al compimento della nona settimana di gestazione, ma persino al di fuori delle strutture ospedaliere», in questo addirittura violando la legge 194/78, ma soprattutto banalizzando in modo inaccettabile una decisione che è invece sempre drammatica e nonostante vi sia un rischio di mortalità per la donna di 11,64 volte maggiore rispetto ad altri protocolli.

«Le Regioni non avallino acriticamente l’avanzare di una cultura di morte, peraltro di dubbia legittimità e comunque a carico della salute delle donne, dando invece priorità ad accordi con l’associazionismo per innervare quel sostegno alla maternità previsto persino dall’art. 5 della 194, troppe volte rimasto lettera morta», concludono i promotori.

LEGGI ANCHE: Rauti (FdI): “Le nuove linee guida sulla pillola abortiva accrescono i rischi per le donne”

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