Economia

Reddito di cittadinanza, errore nella legge. Tutto da rifare?

Il decreto, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale cambia le regole originarie e rischia di rendere non idonei migliaia di italiani.

Caos reddito di cittadinanza. A un mese esatto dall’apertura dei termini per fare richiesta, la situazione sembra essere ancora in alto mare. Prima lo stop alle domande e l’incertezza da parte di chi le ha presentate sulla relativa validità, ora il rischio che tutto salti per un errore testuale.

In sostanza il decreto originario recitava “Il parametro della scala di equivalenza è pari ad 1 per il primo componente del nucleo familiare ed è incrementato di 0,4 per ogni ulteriore componente di età maggiore di anni 18 e 0,2 per ogni ulteriore componente minorenne, fino ad un massimo di 2,1″. Praticamente, in ogni famiglia idonea, il bonus intero sarebbe spettato al capofamiglia, con ulteriori aggiunzioni, per ogni familiare maggiorenne a carico. Ma la formulazione della norma apparsa sulla Gazzetta ufficiale recita tutt’altra cosa.

“Il parametro della scala di equivalenza è pari a 1 per il primo componente del nucleo familiare ed è incrementato di 0,4 per ogni ulteriore componente di minore età, fino ad un massimo di 2,1, ovvero fino a un massimo di 2,2″.

Insomma, senza ulteriori modifiche, il reddito di cittadinanza rischia di andare soltanto al capofamiglia e ai figli minorenni, lasciando sprovvisti gli altri componenti della famiglia di età superiore a diciotto anni e in possesso dei requisiti per ricevere il bonus anti povertà.

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