Reddito di cittadinanza anche ad ex brigatista ai domiciliari: scoppia la polemica

di VoceControCorrente

Secondo quanto riportato da La Verità, la ex terrorista Federica Saraceni, nella foto, condannata a 21 anni e mezzo di carcere per l’omicidio di Massimo D’Antona e attualmente ai domiciliari, starebbe ricevendo in questi mesi il reddito di cittadinanza.

In una nota, la deputata di Fratelli d’Italia, Wanda Ferro, ha affermato: «Non ci sorprende perché abbiamo più volte denunciato che il sussidio sarebbe finito anche nelle tasche di delinquenti. Come Fratelli d’Italia abbiamo presentato diversi emendamenti per scongiurare questo rischio, ma sono stati puntualmente bocciati dalla maggioranza. Oggi scopriamo che una terrorista condannata per un crimine orrendo riesce a prendere dalle tasche degli italiani perbene più di 600 euro al mese solo perché la legge consente di assegnare il sussidio anche a feroci criminali se la loro condanna definitiva risale a più di dieci anni prima. Ma soprattutto non comprendiamo quale proposta di lavoro la Saraceni potrà accettare visto che si trova sottoposta alla misura degli arresti domiciliari».

La vicenda è, comunque, «oggetto di verifica da parte dei competenti uffici del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali di concerto con il Ministero della Giustizia e l’Inps, al fine di accertare l’eventuale presenza di anomalie», hanno fatto sapere dal Ministero del Lavoro.

Intanto, però, la Lega ha annunciato che «non parteciperà a nessun lavoro d’aula e di commissione finché il governo non spiegherà questo scandalo e quest’ingiustizia sarà sanata».

Critiche anche da Marianna Madia, deputata del PD: «Il caso della brigatista Saraceni che attualmente può percepire il reddito di cittadinanza, rende chiaro che la norma è sbagliata e su questo punto bisogna intervenire. Ho presentato una interrogazione sul caso».

Infine, Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d’Italia, su Facebook ha scritto: «Lo scandalo del reddito di cittadinanza all’ex brigatista Federica Saraceni, condannata per l’omicidio di Massimo D’Antona, è causato anche della bocciatura in Parlamento dell’emendamento di Fratelli d’Italia per escludere dai beneficiari del reddito di cittadinanza chi è stato condannato per gravi reati penali. Con l’attuale norma anche ladri, pedofili e stupratori, oltre ad assassini e terroristi, percepiscono l’assegno da parte dello Stato. Una follia che Fratelli d’Italia aveva segnalato in totale solitudine. Ora il Governo vari urgentemente una norma per fermare questo scempio».

Leggi anche: Ecco quale malattia sta uccidendo di più nei Paesi più ricchi.

Ti è piaciuto l'articolo? Sostienici con un 'Mi Piace' sulla nostra pagina Facebook!

Articoli Correlati