CronacaEditorialiIn evidenza

Realtà divina e preoccupazione umana ai tempi del Covid: un approfondimento dell’Apostolo Lirio Porrello

Come può un cristiano gestire le proprie emozioni ai tempi della pandemia?

Tempi difficili come quelli che stiamo vivendo ci pongono davanti a diverse sfide. Sicuramente una di queste, per credenti e non, sta nell’avere quotidianamente a che fare con la nostra anima e con i pensieri e le preoccupazioni che la agitano.

Provare emozioni e sentimenti è naturale. Si tratta di risposte automatiche e spontanee a stimoli quali vista, pensieri, ricordi, esperienze, ecc. Tuttavia, non possiamo non comprendere che l’emotività può darci informazioni errate e che, pertanto, non possiamo farci controllare da essa. Non possiamo basare la nostra visione della realtà su ciò che “sentiamo” né possiamo permettere ai nostri sentimenti di dettare il nostro modo di agire.

Il sentimento con cui oggi si ha più spesso a che fare è la paura. Essa nasce quando incontriamo qualcosa di minaccioso e dannoso che è più grande del potere e delle risorse a nostra disposizione. Anche un credente può provarla. La Bibbia è piena di esempi di uomini di Dio che ebbero paura, ma che scelsero di affrontarla concentrandosi su Dio e la Sua Parola. Per un vero cristiano, non c’è mai motivo di temere perché Dio Onnipotente, che è Amore Perfetto, è nostro Padre e niente può venire contro di noi che sia più grande di Lui.

È ciò che scrisse l’apostolo Paolo in Romani 8:31 e seguenti:

Che diremo dunque circa queste cose? Se Dio è per noi, chi sarà contro di noi? […] Chi ci separerà dall’amore di Cristo? Sarà l’afflizione, o la distretta, o la persecuzione, o la fame, o la nudità, o il pericolo, o la spada?

Se Dio è per te, niente può essere permanentemente contro di te, perché è temporaneo e soggetto a cambiare per il potere di Dio. Lui è in grado di trarre il vero bene dal male.  È interessante notare che nella Bibbia ogni volta che Dio dice al Suo popolo di non temere, dice Chi Lui è e che cosa ha fatto, sta facendo e farà. Un esempio?

 Non temere, perché io sono con te non smarrirti, perché io sono il tuo DIO. Io ti fortifico e anche ti aiuto e ti sostengo con la destra della mia giustizia  (Isaia 41:10).

La preoccupazione è una forma di paura che oggi ci assilla. È definita l’ansia per qualcosa che in futuro può essere maggiore delle risorse che potremmo avere a nostra disposizione. Mentre la paura è una reazione emotiva ad un pericolo reale, l’ansia è una reazione emotiva ad un pericolo percepito soggettivamente, non così ovvio agli occhi degli altri.

La preoccupazione si basa sulla paura di qualcosa che ci potrebbe accadere: cosa potremmo perdere, che potremmo non avere sufficienti risorse, che potremmo rimanere soli o essere feriti, ecc. Si basa su speculazioni future che non tengono conto di Dio e della Sua Parola.

Quando sei preoccupato, ti sei distratto da Dio per concentrarti sulla speculazione di problemi futuri. Anche in questo caso, spetta a noi, come credenti, prendere la Sua Parola e affrontare le nostre preoccupazioni e paure.

Affrontare la paura e la preoccupazione è un problema per molti cristiani, perché hanno idee inesatte sulla potenza, protezione e provvidenza di Dio.

Quando il re Davide scrisse nel salmo 23 che non avrebbe temuto alcun male, non intendeva dire che non avrebbe mai provato paura, ma che di fronte a circostanze spaventose ha proclamato la realtà così com’è, che Dio era con lui e per lui, perfettamente presente per aiutarlo. Oggi dobbiamo tenere strette queste considerazioni! Dobbiamo ricordare a noi stessi che, anche in mezzo alla pandemia con tutto ciò che essa comporta, Dio è perfettamente presente, ci ama, regna e sostiene tutte le cose con la parola della Sua potenza. Non c’è nulla di reale per cui temere.

Lottiamo con questa realtà perché siamo spesso dominati dai sensi e dalle emozioni. Quando non sentiamo la presenza di Dio concludiamo che sia lontano da noi. Rafforziamo queste emozioni parlando di “non sentire” la presenza di Dio. Tutto questo si basa sulle emozioni, non su ciò che dice la Bibbia, e cioè che Dio è presente in ogni luogo e anche se la Sua presenza potrebbe non essere manifestata o dimostrata, Lui è lì.

Il solo fatto di sapere che Dio è con te ed ha promesso di proteggerti e prendersi cura di te non è abbastanza per superare le emozioni suscitate da circostanze spaventose? Siamo abituati a farci un’immagine della realtà da ciò che vediamo e sentiamo. Ci vuole uno sforzo per cambiare la tua visione della realtà allineandola a quella divina.

Come credenti, abbiamo bisogno di imparare ad avere l’immagine della realtà di Dio piuttosto che l’immagine disegnata da emozioni e sentimenti. Ciò può avvenire solamente attraverso un continuo confronto con la Paola di Dio, che ci mostra la Sua prospettiva e che dobbiamo meditare.

Molte persone sono alla ricerca di una tecnica o di un espediente che risolva il loro problema immediato, ma non funziona in questo modo. Chi medita la Sua Parola (pensa e ne parla) giorno e notte è colui che supererà le sfide della vita nella vittoria. Perché? Perché la sua visione della realtà cambia e inizia a vedere Dio come Lui è veramente e se stesso come è veramente per Lui.

Matteo 6:34 è un verso estremamente attuale ai nostri giorni: “Non siate dunque in ansietà del domani, perché il domani si prenderà cura per conto suo. Basta a ciascun giorno il suo affanno”.

 La preoccupazione è paura per il futuro, provocata dai pensieri sulle necessità della vita. Dove troveremo il cibo? Come compreremo i vestiti? Non guadagno abbastanza soldi. Licenziano le persone al mio lavoro. Guarda l’economia! I prezzi continuano a salire. Il debito nazionale è fuori controllo.

Si tratta di un modo continuo di essere. Gesù non ha detto che le preoccupazioni non saranno mai stimolate o non sorgeranno, ma che dobbiamo affrontarle in modo che non diventino il ​​nostro stato o modo d’essere.

Ogni giorno abbiamo una scelta da compiere: meditare sulle preoccupazioni o meditare sulla Parola di Dio. Abbiamo bisogno di guardare a Dio Padre per il nostro pane quotidiano e ciò non significa non acquistare pane per una settimana o non avere risparmi. È un atteggiamento di dipendenza da Dio nel momento presente.

Quando ci allontaniamo da questo, ecco che la paura, l’ansia e la preoccupazione ci assalgono. Oggi più che mai dobbiamo riportare la nostra attenzione su di Lui, su ciò che dice, ciò che ha fatto e sta facendo. Distogli la concentrazione dalla potenziale (futura) perdita o danno e inseriscila nella Sua attuale provvidenza.

Lirio Porrello

 

 

 

Tag

Articoli correlati

Rispondi

Back to top button
Close