Cultura & Scienze

Re Magi: origini, chi sono, nomi e doni. Sicuri di sapere tutto?

I Magi, di cui si sa ben poco, tradizionalmente nell’immaginario collettivo fanno parte della schiera degli ‘invitati’ alla nascita del Messia.

Giunti da Oriente per adorare Gesù, trovano spazio nel Vangelo di Matteo che ne dedica un paragrafo senza dar loro delle identità ben definite, che, nel tempo, hanno subìto modifiche tra il leggendario e il reale.

Il testo biblico riferisce che dei Magi, arrivati a Gerusalemme seguendo la stella per adorare il Re dei Giudei, furono convocati da Erode, preoccupato dalla profezia adempiuta (Michea 5,1), per riscuotere notizie sul nascituro. Tuttavia, gli uomini arrivati da Oriente, riconoscendo il Messia con doni di mirra, incenso e oro, tornarono ai loro Paesi poiché avvertiti in sogno di non ritornare da Erode. L’evangelista, quindi, non fa riferimento al numero, ai nomi né tantomeno ne attribuisce la regalità.

Nel corso del tempo sono stati aggiunti vari dettagli che hanno reso queste figure prestigiose e considerabili anche nel mondo dell’arte.

La tradizione vuole che i Magi arrivino il 6 gennaio, giorno dell’Epifania, ovvero la manifestazione di Cristo ai popoli di tutto il mondo, e proprio da qui nasce l’importanza dei Re Magi, i quali rappresentano appieno quel mondo pagano che ha per primo riconosciuto e adorato il Signore. La tradizione cristiana riconosce questo evento come la primitia gentium.

I ‘Re’ Magi

La parola Magi è la translitterazione del temine greco magos, e si tratta di un titolo riferito specificatamente ai re-sacerdoti dello zoroastrismo, noto in Persia. I tre pagani vennero chiamati Magi quindi, non perché riversassero nelle arti magiche, bensì per la competenza nella disciplina dell’astrologia. L’idea di un’autorità regale è attribuibile al periodo dopo Costantino per giustificare il ruolo dei monarchi cristiani.

Ipotesi del numero

Sempre da un’interpretazione post-Costantiniana, pare che i Magi provenissero da paesi identificabili nei tre continenti allora noti, ovvero l’Europa, l’Asia e l’Africa, ciò a dimostrazione che la missione redentrice di Gesù fosse rivolta a tutte le nazioni del mondo. Perciò ipotizzarono che gli uomini arrivati a Gerusalemme, spesso raffigurati in un bianco, un mediorientale e un nero, fossero in tre. Ma l’altro indizio che ne attribuisce un trio è riconducibile ai tre doni, ovvero l’oro, l’incenso e la mirra.

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Ipotesi dei nomi

In Italia, Gaspare, Melchiorre e Baldassarre sono i nomi dei tre Magi. Tali notizie risalgono ad un manoscritto greco risalente al quinto o al sesto secolo arrivato ad Alessandria d’Egitto dove vengono riportati tali nomi che hanno ognuno un significato ben preciso: Gaspare vuol dire “venerabile maestro”, Melchiorre,  ha il significato di “il mio re è luce”, mentre Baldassarre significa“bel proteggi il re”.

I doni

I doni, unici riferimenti reali dati dal Vangelo, sono carichi di simbologia e significato:

  • l’oro si riferisce alla natura regale di Cristo;
  • l’incenso sottolinea la natura divina di Gesù;
  • la mirra, dono più misterioso fra i tre, è una resina per comporre gli unguenti, e non a caso, Gesù è chiamato l’Unto del Signore. E nella storia di Cristo ha anche un significato simbolico poiché fu una delle sostanze con cui il suo corpo fu unto prima della sepoltura.

 Filippa Tagliarino

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