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Ragazzo con un braccio deforme guarisce al Rizzoli di Bologna grazie ad una stampa 3D

L'equipe diretta dal dottor Rotini ha operato un giovane che dall'età di 7 anni conviveva con una grave deformità

Quella di F., 16 anni, è una storia di rinascita che riempie il cuore di speranza e di orgoglio per le eccellenze italiane in campo medico. All’Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna, infatti, l’equipe della Chirurgia della Spalla e del Gomito diretta dal dottor Roberto Rotini ha operato un 16enne che dall’età di 7 anni conviveva con una deformità al braccio destro.

Ragazzo con braccio deforme, l’operazione al Rizzoli

F. di fatto non poteva afferrare oggetti ed essere così pienamente autosufficiente. Il tutto è stato causato da una grave frattura patita in età pediatrica dalla quale non era riuscito a recuperare appieno. La cartilagine di crescita non si era infatti sviluppata correttamente tanto da causare la progressiva rotazione dell’arto sino a 60 gradi. Una condizione difficile da accettare per un adolescente che ha dovuto quindi fare in conti anche con un evidente handicap estetico.

L’intervento del dottor Rotini ha di fatto “raddrizzato” il braccio di F. grazie ad una tecnica chirurgica innovativa sviluppata con la start up biomedicale “E-lisa”. “Di fronte a una compromissione così grave del gomito, che si era deformato su più piani, era impossibile eseguire in modo tradizionale l’intervento di osteotomia, che attraverso l’asportazione di un cuneo d’osso lo riporta alla posizione normale – ha dichiarato Rotini. – L’intervento è stato realizzato grazie a una pianificazione preoperatoria ‘computer assisted’, che ci ha permesso di definire le linee di taglio da seguire per correggere su diversi piani l’osso deformato. Dopo una simulazione virtuale della tecnica il team di E-lisa ha realizzato strumenti ad hoc da utilizzare in sala operatoria, pezzi unici stampati in 3D senza i quali non sarebbe stato possibile operare”.

Braccio deforme, l’operazione con stampa 3D

In primis sono state effettuate due tac: una del gomito deformato e una di quello sano. In questo modo è stato pianificato il percorso chirurgico con il supporto di un modello informatico. Si è proceduto poi con una successione di piccole asportazioni di tessuto dall’osso calcolate per potere ruotare l’omero di circa sessanta gradi e ripristinare l’anatomia normale della parte terminale dell’omero. “Con lo stesso modello di calcolo avanzato abbiamo progettato specifiche ‘guide’ di taglio – continua Rotini – che sono state indispensabili in sala operatoria: applicandole sull’osso, hanno consentito di eseguire incisioni perfette su più piani benché molto piccole. Molto utile è stato anche simulare l’intervento su un modello stampato in 3D che riproduceva fedelmente l’anatomia alterata del gomito, passaggio intermedio tra la pianificazione virtuale e la sala operatoria.”

“Questo intervento – commenta il direttore generale del Rizzoli Anselmo Campagna – rappresenta perfettamente il ruolo del Rizzoli: trovare soluzioni nei casi più difficili. È possibile grazie alla ricerca, nostro elemento distintivo visto che siamo un IRCCS, un ospedale di ricerca, da quasi quarant’anni e rappresentiamo il punto di riferimento per le malattie ortopediche in Italia, oltre a essere un centro scientificamente riconosciuto a livello internazionale”.

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