Gender

Rachel McKinnon: il caso della ciclista trans che sbaraglia gli avversari

L’allarme lanciato dall’ editorialista del Daily Telegraph: “Le atlete trans uccidono gli sport femminili”.

«Gli atleti transgender stanno uccidendo gli sport delle donne». Un’affermazione che induce alla riflessione quella di un’editorialista del Daily Telegrah (giornale del Regno Unito) e che ha commentato così il nuovo record mondiale di ciclismo tracciato da Rachel McKinnon.

Mckinnon è una ciclista e una docente di filosofia, nato uomo e successivamente diventato donna, che ha vinto la categoria 35 – 39 anni dello Sprint femminile ai Campionati del mondo di ciclismo su pista Masters per il secondo anno consecutivo.

La vicenda è stata ripresa anche dal The Indipendent.

CAMBIO DI GENERE? FOLLIA PER LA SCRITTRICE CELIA WALDEN

La giornalista e scrittrice britannica Celia Walden, attraverso la sua rubrica, ha affermato che nella società, quando si parla di questioni di genere, si è raggiunto il «picco della follia».

LA REAZIONE DELLA CAMPIONESSA BRITANNICA VICTORIA HOOD

La campionessa britannica di ciclismo Victoria Hood ha rivelato che alcuni ciclisti «hanno sacrificato» la loro opportunità di correre all’evento perché «non vogliono competere» contro la McKinnon.

«La scienza è chiara: ci dice che le donne trans – continua Victoria Hood – hanno un vantaggio. Il record del mondo è stato appena battuto oggi da qualcuno nato maschio, che ora si identifica come femmina, e il divario tra loro e la concorrente nata successiva era abbastanza. il divario tra McKinnon e la concorrente a lei più vicina era di 15 metri di pista. Di solito, le competizioni di sprint – conclude Victoria Hood – sono vinte per centimetri».

Victoria Hood ha invitato il Comitato Olimpico Internazionale a basare i regolamenti «sulla scienza». L’atleta britannica ha affermato: « Se le persone vogliono far passare questa idea erroneamente inclusiva, non è inclusivo. Esclude donne e ragazze dalla loro stessa categoria. Non è giusto. Il CIO deve elaborare politiche eque basate sulla scienza che abbiamo, perché se non possono non sono idonee allo scopo. e stanno lavando le mani e sta diventando più politico di quanto non lo sia per la scienza e la biologia».

LA CAMPIONESSA EX MEDAGLIA D’ORO, MARY PETERS: « EQUITÀ A RISCHIO…»

Lo scorso agosto, l’ex medaglia d’oro olimpica britannica Mary Peters ha subito pressioni per consentire agli uomini che dichiarano di essere donne di competere contro le donne. La Peters, che trionfò nel pentathlon femminile nel 1972, disse che gli uomini che si identificano come femmine non possono «competere alla pari» con le donne.

«Se un uomo – ha affermato Mary Petters – diventa una donna, ha ancora quel testosterone nel loro corpo e non è non vi è equità nel gioco».

Leggi anche: Medaglia d’oro ai giochi olimpici: “No ai transgender nelle gare femminili”.

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Gabriele Giovanni Vernengo

Classe 94', amante della cultura e dell'arte. Fermo nei propri valori e nella sua fede cristiana, porta avanti il proprio talento tramite la poesia e il giornalismo, definite da lui stesso come «missioni» e/o « vocazioni».

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