Provincia di Isernia, l’ex presidente Santoro: “Tutto sembra abbandonato”

di VoceControCorrente

«Oggi, tutto sembra essere stato abbandonato. Come se le cose non fossero più una ricchezza comune».

Così Enrico Santoro, ex presidente della Regione Molise negli anni della Dc, descrive la Provincia di Isernia la cui istituzione lo vide protagonista. Lo fa in una lunga lettera intitolata Cinquant’anni dopo l’istituzione della Provincia di Isernia, un traguardo che sarà tagliato il prossimo 3 marzo.

«È difficile trovare un solo motivo per vivere nel nostro territorio – scrive Santoro -. Per quale motivo bisognerebbe rimanere? La nostra generazione ha goduto del lavoro fatto negli anni che stiamo raccontando. I nostri giovani, invece, stanno pagando e pagheranno le conseguenze di ciò che è stato fatto nel periodo successivo. Nel 1989, in un incontro sul tema, prendemmo atto che l’emigrazione dei molisani verso l’estero o verso altre regioni si era fermata. I giovani avevano le possibilita’ e le occasioni di lavorare in Molise; università, ospedali, aziende davano speranza per un futuro da realizzare senza allontanarsi da casa. Oggi, i nostri figli e i nostri nipoti partono per Londra, Dublino, Milano».

Secondo Santoro «la realtà della Provincia di Isernia, una realtà che si era affermata, è stata completamente annullata da un ventennio di superficialità e di incapacità. Di sicuro la crisi mondiale ha contribuito allo spopolamento e al degrado economico, ma non ricordo una sola idea, anche sbagliata, proposta negli ultimi venti anni per migliorare la situazione».

In riferimento al mezzo secolo di vita dell’ente, scrive che «la condizione è talmente grave che non vedo i motivi per festeggiare. Potrei provare allegria e compiacimento solo se vedessi di nuovo l’entusiasmo, il coinvolgimento e la voglia di lavorare insieme, per il bene comune, degli abitanti di questo territorio così disastrato. Non si discute più e non si progetta più. Sarei felice, invece, se vedessi l’annunciazione di una sola idea di sviluppo, la proposta di un progetto studiato per bene a sostegno di una pur minima speranza. Solo questo posso augurarmi e augurare a Isernia. Solo questo posso sperare per la Provincia di Isernia e per il Molise».

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