Proteste in Cile: attaccate anche le chiese, i Vescovi: “Nessun rispetto per Dio”

di VoceControCorrente

In Cile i vescovi cattolici hanno denunciato un violento attacco a una chiesa nella capitale della nazione sudamericana e in altre in varie zone del Paese durante le proteste in corso il cui bilancio è di oltre 20 morti.

Durante una grande manifestazione a Santiago contro il governo cileno, una folla di persone ha attaccato la chiesa di La Asuncion, distruggendo banchi, statue e altri oggetti sacri.

La Conferenza episcopale cattolica del Cile – come si apprende da Christianpost.com – ha rilasciato una dichiarazione con cui ha epresso solidarietà con La Asuncion e qualsiasi altra chiesa attaccata dueante le proteste.

«L’attacco ai templi e ai luoghi di preghiera, senza alcun rispetto per Dio o per coloro che credono in Lui, ci provoca dolore», hanno detto i vescovi, come riportato da Vatican News.

Per quasi un mese in Cile si sono verificati scioperi e manifestazioni su larga scala, scatenati dagli studenti che hanno protestato per l’aumento della tariffa della metropolitana – ora sospeso – a Santiago.

Altre questioni relative alla disparità di reddito e ai problemi economici hanno portato a manifestazioni in tutta la nazione contro l’amministrazione del presidente Sebastián Piñera.

I vescovi cileni hanno affermato che gli episodi violenti impediscono alle persone di «prestare la giusta attenzione alle richieste della maggioranza del popolo cileno, che brama soluzioni reali e pacifiche».

«Insieme a così tanti cileni, ci opponiamo radicalmente all’ingiustizia e alla violenza, e la condanniamo in tutte le sue forme», hanno aggiunto. chiedendo al governo di «applicare la legge» e di «ristabilire la convivenza civica».

Secondo l’Istituto nazionale per i diritti umani in Cile 20 persone sono state uccise e circa 2.000 feriti si sono verificati durante le proteste.

Mentre molte delle proteste sono state pacifiche, altre hanno compreso saccheggi, incendi dolosi e scontri violenti tra persone incappucciate e la polizia.

Amnesty International ha rilasciato una dichiarazione lunedì scorso, 11 novembre, denunciando la risposta del governo alle proteste nazionali. «In tre settimane, il governo ha fatto un uso eccessivo della forza, spesso inutilmente, contro i manifestanti pacifici. Non si trattano di eventi isolati», ha dichiarato Ana Piquer, direttore esecutivo di Amnesty International Cile.

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