Gender

No transgender in squadre di altro sesso biologico, succede negli Usa

Un disegno di legge per vietare ai liceali transgender di gareggiare in squadre non corrispondenti al loro sesso biologico. La proposta arriva dal Missouri e l’obiettivo è quello di garantire competizioni sportive il più possibile eque.

A chiarire gli intenti, il senatore Cindy O’Laughlin, che ha dichiarato: «È un fatto biologico noto che i maschi nascono con forza, velocità e resistenza categoricamente superiori. Non ha nulla a che fare con nessun altro problema che cercare di creare un campo di gioco equo».

Stando a quanto riporta Fox News, attualmente gli atleti transgender che vogliono giocare in squadre non corrispondenti al loro sesso biologico devono presentare domanda alla Missouri State High School Activities Association (MSHSAA), corredandola di cartelle cliniche e documentazione del caso. Le donne transgender devono dimostrare di assumere bloccanti del ​​testosterone da almeno un anno.

«Hanno fornito parametri equi e inclusivi per l’inclusione nello sport – afferma Jennifer Mock, mamma di atleta transgender -. Questi parametri consentono a mio figlio di giocare allo sport [l’hockey] a cui ha sempre desiderato giocare con i suoi coetanei d’infanzia».

«Mettermi nelle attività delle ragazze non mi renderà una ragazza – lamenta un atleta, secondo Daily Wire -. Questo disegno di legge mi costringerà alle squadre femminili dove finirò per battere ogni singola ragazza della mia squadra di sci di fondo del liceo in ogni gara, e mi sarei piazzato 28° nello stato come matricola».

IL RECENTE CASO DEL CONNECTICUT

Intanto in Connecticut si assiste all’ennesima causa sportiva motivata proprio dalla diversità biologica maschio/femmina.

Le atlete Chelsea Mitchell, Selina Soule e Alanna Smith hanno, infatti, intentato una causa federale alla Conferenza interscolastica atletica statale (CIAC) per aver permesso a Miller e Andraya Yearwood, atleti biologicamente maschi, di gareggiare nell’atletica femminile.

I due hanno conquistato 15 titoli di campionato statale femminile (detenuti nel 2016 da nove diverse ragazze del Connecticut) e usufruito di più di 85 opportunità, dal 2017 al 2019, per partecipare a competizioni di livello superiore da atleti di atletica femminile.

La  denuncia afferma che le politiche che consentono ai ragazzi di competere negli sport femminili minacciano i guadagni del Titolo IX perché «i fatti biologici inevitabili della specie umana [non sono] stereotipi, ‘costrutti sociali’ o reliquie della passata discriminazione. Come risultato di queste innumerevoli differenze fisiologiche tra uomini e donne dopo la pubertà, gli atleti di sesso maschile raggiungono costantemente record del 10-20% in più rispetto alle donne in forma comparabile e allenate in quasi tutti gli eventi atletici, con disparità ancora più ampie e coerenti negli eventi di resistenza a lungo termine e concorsi di pura forza come il sollevamento pesi».

Gina Lo Piparo

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Gina Lo Piparo

Laureata in Scienze dell'antichità, ama la natura, i viaggi, la poesia, l'arte, la scrittura e Dio, fonte di tutte queste cose. Missionaria, crede nei valori cristiani, che intende come uno stile di vita concreto, reale e rivoluzionario.

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