Storie

Primo giorno di scuola: un bimbo autistico piange e un altro gli stringe la mano, la foto fa il giro del mondo

La foto di un gesto spontaneo di un bambino verso un altro ha commosso tutti.

Era il primo giorno della seconda elementare di suo figlio e la statunitense April Crities era preoccupata. Conner, 8 anni, autistico, si era messo a piangere mentre stava aspettando che le porte della sua scuola di Wichita si aprissero.

A un tratto, però, un altro bambino, Christian, ha stresso la mano di Conner e così lo ha tranquillizzato: un gesto di spontanea gentilezza catturato da Courtney, la mamma di Christian, con una foto che è diventata ‘virale’ sui social media.

Quando Conner è tornato a casa quel pomeriggio, alla mamma ha detto di avere trascorso un ottimo primo giorno. Gli piacevano i suoi nuovi compagni e il suo insegnante. April ha raccontato alla stampa locale che non sapeva neanche dell’interazione tra il figlio e Christian fino a quando non ha visto la foto qualche giorno dopo.

I due bambini avevano già frequentato la stessa classe prima di quest’anno ma non si conoscevano bene. Ora, invece, sono inseparabili.

Conner e Christian si siedono insieme a pranzo e giocano durante la ricreazione. Christian si è recato a casa del nuovo amico lo scorso fine settimana e i due hanno giocato per un’ora e mezza senza litigi (un evento insolito per Conner).

La famiglia Crities è stata naturalmente toccata dall’attenzione che la foto ha ricevuto in tutto il mondo e Conner si illumina di felicità quando i suoi compagni di classe gli dicono di avere visto lo scatto in televisione. April ha raccontato che il marito, che piange raramente, ha versato qualche lacrima quando si è imbattuto nella foto.

Per la mamma di Conner la lezione da trarre da questa storia delicata è che tutti lottano con qualcosa che potrebbe essere invisibile agli altri:

«Potresti vedere qualcuno che sta avendo una brutta giornata e dirgli qualcosa di orribile che può peggiorare le cose o scegliere la strada opposta e dire qualcosa di carino o dare un fazzolleto per piangere così da migliorargli la giornata».

Tag

Articoli correlati

Back to top button
Close