Primo Comandamento: “Non avrai altri dei di fronte a me”, il suo significato oggi

di Filippa Tagliarino

«Non avrai altri dei di fronte a me. Non ti farai idolo né immagine alcuna di ciò che è lassù nel cielo, né di ciò che è quaggiù sulla terra, né di ciò che è nelle acque sotto terra. Non ti prostrerai davanti a loro e non li servirai». Questo è ciò che recita la Bibbia in Esodo 20, aprendo così il decalogo che l’Eterno ha concesso in dono all’uomo.

Se la premessa sancisce la relazione tra Dio e uomo, per instaurare una fiducia accondiscendente che permette di iniziare il percorso formativo che Dio esorta a seguire, il primo comandamento non è altro che il proseguimento di quella fede germogliata.

Ma chi sono oggi gli dei a cui fa riferimento Dio? E perché ne scongiura l’idolatria?

Quando l’uomo sceglie una schiavitù comoda ad una libertà faticosa, ecco che entra in gioco l’idolatria. La tendenza umana è quella di mettere al centro della propria vita qualcosa per cui si è disposti a spendere del tempo per ricercare una felicità indispensabile e soddisfacente.

La passione per l’idolo impone una costante somministrazione di energie, che, a lungo andare, vengono completamente assorbite dalle espressioni secondo i propri interessi o desideri. Seppur difficili da raffigurare, innumerevoli possono essere i propri idoli: potere, denaro o carnalità fanno parte di quei modelli della cultura presente collocati al centro del proprio essere.

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Sebbene tali idoli oggi risultino impossibili da tralasciare, Dio non ammette altri coinvolgimenti al suo pari, poiché si dichiara un Dio geloso. Tuttavia la gelosia nei confronti dell’umanità è la perfetta espressione di quel patto di fede in cui ci si impegna a mettere il Signore all’apice delle proprie azioni, per ricavarne il beneficio che lui stesso promette in cambio della fedeltà.

Gli idoli, pur dando un iniziale piacere, creano dipendenze tossiche, togliendo pian piano la libertà che invece l’idolo per eccellenza vuole offrire. Pertanto, la gelosia risulta un ulteriore prova di tutela e cura.

Ogni persona ha un vuoto da colmare, se non vi è posto per il Signore allora subentreranno altri dei pronti a metter radici distruttive, quindi per impedire che ciò avvenga bisogna non cadere in colpevoli distrazioni, fissando la volontà e l’impegno sul nobile traguardo che porta all’unico Dio liberatore.

Il primo comandamento, quindi, è un atto d’amore verso se stessi. Dosare con parsimonia ogni interesse sociale non renderà mai schiavi, piuttosto, nella piena libertà, Dio appare una divinità presente e vigilante.

Filippa Tagliarino

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