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Polonia, no all’aborto in caso di malformazioni: “Pratica eugenetica”

Arriva la sentenza della Corte Costituzionale al ricorso presentato nel 2019 da 119 deputati

La Corte Costituzionale polacca, con 11 voti favorevoli e 2 contrari, ha stabilito che l’interruzione volontaria di gravidanza in caso di malformazione del feto è incostituzionale. Finora una legge del 1993 aveva permesso di ricorrere alla pratica dell’aborto solo in questa eventualità, oltre che in caso di stupro, incesto e di pericolo di vita per la madre.

Polonia, no all’aborto in caso di malformazioni

Nel 2019, 119 deputati avevano presentato ricorso alla legge sostenendo che violasse i principi costituzionali a tutela della vita dell’individuo. Il ricorso è stato accolto tanto che i giudici hanno dichiarato incostituzionale la norma perché contraria a tre articoli della legge fondamentale sulla protezione della vita umana (art. 38), sul rispetto e la tutela della dignità umana (art. 30) e sulla discriminazione (art. 32). 

La presidente della Corte costituzionale, Julia Przylebska, nell’enunciare la sentenza, ha parlato di “pratiche eugenetiche” sostenendo che non esiste tutela della dignità umana senza protezione della vita. 

Reazioni contrastanti

La sentenza è stata accolta con gioia dalla Chiesa. “Con questa decisione ha confermato che il concetto di “vita non degna di essere vissuta” è in netta contraddizione con il principio di uno Stato democratico governato dalla legge. La vita di ogni essere umano dal concepimento alla morte naturale ha lo stesso valore per Dio e dovrebbe essere ugualmente protetta dallo Stato”, ha dichiarato monsignor Stanisław Gądecki, presidente della Conferenza episcopale polacca. “Ogni persona di coscienza retta si rende conto di quanto sia una barbarie inaudita negare il diritto alla vita a una persona, soprattutto a causa delle sue malattie”.

Monsignor Gądecki ha ricordato, quindi, il dovere di sostenere chi si trova ad affrontare situazioni di questo tipo: “[Devono] essere circondati da una gentilezza speciale e da un’attenzione reale da parte dello Stato, della società e della Chiesa”.

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Gina Lo Piparo

Laureata in Scienze dell'antichità, ama la natura, i viaggi, la poesia, l'arte, la scrittura e Dio, fonte di tutte queste cose. Missionaria, crede nei valori cristiani, che intende come uno stile di vita concreto, reale e rivoluzionario.

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