Più figli al Nord, troppo pochi al Sud: l’analisi sulla denatalità di Uecoop

di VoceControCorrente

L’Uecoop (Unione Europea delle Cooperative) ha svolto un’indagine sulla denatalità in Italia: il Sud è in difficoltà, troppi pochi bimbi.

Con il tempo, le parti si ribaltano: se in passato era il Sud a portare avanti la natalità italiana, ora l’Uecoop gli assegna la medaglia nera. Nelle regioni meridionali, infatti, vince la denatalità.

La “linea della culla” si sposta sempre più a nord: il record di natalità è stato conquistato dalla provincia di Bolzano, con 1,76 figli per donna.

Un dato che batte l’1,32 della media nazionale, facendo dell’area la più prolifica del Paese. Tuttavia, l’Italia è afflitta da un grave problema di denatalità: ci sono stati appena 449mila nuovi nati nel 2018.

La situazione demografica italiana è influenzata dai cambiamenti sociali, da ritmi di lavoro e di vita sempre più frenetici mentre i servizi di welfare, variabili a seconda delle regioni e dei comuni, influenzano spesso in maniera massiccia la disponibilità di tempo e la possibilità di conciliare lavoro e famiglia.

Nelle aree dove il welfare è più sviluppato la natalità si alza: le famiglie fanno più figli perché sono più sicure rispetto al futuro. Sanno di poter contare su servizi pubblici e privati dedicati anche agli anziani, considerato l’aumento della speranza di vita che per gli uomini sfiora ormai gli 81 anni (80,8) mentre per le donne supera gli 85 (85,2).

Welfare pubblico e privato devono affrontare una doppia sfida: da una parte asili e scuole per i bambini e dall’altra assistenza domiciliare o in residenze specializzate per gli anziani.

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