Bioetica

Pillola abortiva, nel Regno Unito c’è un uso diffuso e sbagliato

Un caso di somministrazione illegale della pillola abortiva mostra la pericolosa tendenza a cui molte donne si sottopongono.

Nel Regno Unito, patria dell’aborto tardivo, una donna è indagata per la morte di un nascituro abortito a 28 settimane. Oltre aver portato a casa pillole abortive illegalmente, ha anche infranto la nuova ordinanza del governo, che consente l’aborto fino a dieci settimane. Un medico legale sta ora cercando di fare luce sul caso, mettendo in risalto un uso sconsiderato della pillola.

A causa del nuovo coronavirus, il governo ha modificato la legge che riguarda l’aborto tardivo, consentendo alle donne in gravidanza fino a dieci settimane di prendere la pillola direttamente da casa, dopo solo una consultazione medica telefonica. Le nuove regole rimarranno in vigore per un massimo di due anni fino a quando non cesserà la crisi Covid-19.

Pertanto, la donna che ha abortito oltre il limite consentito per la maggior parte degli aborti nel Regno Unito di 24 settimane, è ora sotto inchiesta e gli abortisti del British Pregnancy Advisory Service, che gestisce il servizio di aborto domiciliare, esamineranno anche i casi di altre otto donne che hanno preso le pillole oltre il nuovo limite di dieci settimane.

Catherine Robinson, portavoce di Right to Life UK, ha affermato che tale tragedia mostra una grave tendenza a cui molte donne si stanno imbattendo: «I servizi di aborto con telemedicina (consulenza di medici online) stanno mettendo in serio pericolo la vita delle donne che abortiscono illegalmente i bambini oltre il nostro limite di tempo di 24 settimane. Il problema risulta solo la punta dell’iceberg, poiché la maggior parte delle donne non informerà mai i fornitori di aborti che hanno infranto la legge usando il loro servizio».

La portavoce ha poi fatto un appello: «Chiediamo al governo di revocare immediatamente la pericolosa decisione di consentire aborti fai-da-te e avviare un’indagine completa». Solo pochi giorni fa, l’Alta Corte ha acconsentito all’aborto domestico, tralasciando la grande preoccupazione che grava sull’opinione pubblica riguardo la sicurezza delle donne.

La sfida legale contro il governo è stata proposta da Christian Cocern, che ha sottolineato il rischio a cui le donne verrebbero sottoposte, prede di costrizioni altrui o di prescrizioni false. Infine, non ci sarebbe nessun controllo sul tempo limite di somministrazione e quindi nessuna garanzia sul corretto uso.

Filippa Tagliarino

Tag

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button
Close