Per l’Equality Act le tendenze lgbt sono come le religioni: Trump si oppone

di VoceControCorrente

Per i sostenitori dell’Equality Act le tendenze lgbt sono paragonate al diritto di professare la propria religione. Ma Trump non ci sta.

Donald Trump dice no all’Equality Act, opponendosi fortemente. Il no del presidente degli Stati Uniti è stato riportato alla stampa, precisamente al Washington Blade, da uno dei suoi funzionari.

Si tratta del no più autorevole a quello che è un atto pensato per estendere il Civil Rights Act del 1964 per includere l’identità di genere e l’orientamento sessuale come categorie protette dalla discriminazione a livello federale.

Il disegno di legge, che è stato introdotto a marzo e prevede una votazione per venerdì alla Camera (17 maggio), garantirebbe un livello di tutela uguale a quello che si usa nei casi di professione religiosa.

Questo significa che i membri della comunità LGBT+ avrebbero aree che includono strutture e alloggi pubblici, istruzione, finanziamenti federali, occupazione, alloggio, credito e molto altro.

L’Equality Act proibisce esplicitamente di negare l’accesso individuale a “una struttura condivisa, incluse le chiese, anche in abiti che non siano in linea con la comune identità di genere”.

Dice anche sì all’uso dei bagni e degli spogliatoi misti e per il terzo sesso. L’alto funzionario dell’amministrazione ha dichiarato al Washington Blade, via mail che “l‘amministrazione Trump si oppone assolutamente alla discriminazione di qualsiasi tipo e sostiene la parità di trattamento di tutti”.

“Tuttavia – continua – questo disegno di legge nella sua forma attuale è pieno di pillole velenose che minacciano di minare i diritti dei genitori e della coscienza “.

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