Esteri

Pena di morte sospesa in California: non è da Paese Civile, basta condanne

Si torna a parlare di pena di morte negli Stati Uniti: ora la California sospende la condanna, che nel corso del tempo fatto vittime innocenti.

Il governatore della California Gavin Newsom ha detto stop alla pena di morte, riaccendendo il dibattito in America. Stando a quanto ha affermato, negli ultimi decenni la pena di morte ha fatto vittime innocenti, discriminando chi non poteva difendersi.

La pena di morte torna al centro dello scontro tra chi la sostiene e chi invece protesta per abolirla. Attiva nello stato americano dal 1976, la pena di morte ha visto la sua ultima vittima nel 2006 in California.

I bracci della morte californiani sono per altro tra i più affollati in assoluto: solo in quello di San Quentin si trovano 740 detenuti in attesa. Dall’altro lato, la California è anche tra gli stati con meno esecuzioni in assoluto.

Una probabile scelta consapevole da parte delle autorità, che ha consentito un lungo periodo di pausa tra l’ultima puntura letale e il provvedimento del governatore 52enne.

Ora Newson decreterà una moratoria sulle esecuzioni di condanne a morte. Questa moratoria darà il via alla chiusura delle cella delle esecuzioni. Per il governatore il provvedimento è sempre stato un fallimento e ha sostenuto che in una società civile non è possibile che esista ancora la pena di morte.

La California non è l’unico stato a mettere fine alle condanne a morte. Avevano già deciso la moratoria e messo fine alla pena la Pennsylvania, l’Oregon e il Colorado. Non stupisce, però, che sia già in atto un vero e proprio scontro tra le parti, con i conservatori da una parte e i liberarli dall’altra.

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