Politica

PDL Zan, Malan (FI): “Si vuole imporre il gender come religione di Stato”

Le parole del vicepresidente del gruppo di Forza Italia al Senato.

Sulla proposta di legge Zan approvata dalla Commissione Giustizia della Camera, è uno scontro tra la libertà d’espressione, di coscienza e di educazione, da una parte, e il pensiero unico del politicamente corretto, dall’altra. La protezione degli omosessuali o transessuali vittime di aggressioni, violenze e molestie è un pretesto infondato, poiché aggressioni, violenze e molestie sono già punite dalle leggi vigenti. Si vuole invece imporre il gender come una sorta di religione di stato, da inculcare ai bambini e ai ragazzi nelle scuole, punendo poi chiunque non ne accetti i dogmi, come quello secondo il quale i bambini possono essere figli di due uomini e due donne».

Lo sostiene Lucio Malan, vicepresidente del gruppo di Forza Italia al Senato. «L’esimente approvata, chiamata ‘salva-idee’ – ha proseguito – serve solo a tutelare la chiacchiera, non le idee: consente di dire che non dovrebbe essere accettata una drag queen come insegnante nelle scuole primarie, ma se uno propone questo principio nel consiglio di istituto deve andare in carcere perché è istigazione alla discriminazione e se non assume come baby-sitter un trans è addirittura atto di discriminazione. E se un gruppo, ad esempio una chiesa, sostiene che non si dovrebbero dare in adozione dei bambini a coppie dello stesso sesso, tutti gli appartenenti a quel gruppo possono finire in carcere. A questo si aggiunge l’indottrinamento delle scuole, non solo nella giornata nazionale contro l’Omofobia, ma ogni giorno attraverso la strategia nazionale per la prevenzione della discriminazione. Non a caso, Silvio Berlusconi ha definito il testo ‘lontanissimo dalla nostra cultura giuridica dei diritti e delle garanzie’. La legge Cirinnà non era nulla in confronto: qui si tocca direttamente la libertà di ogni cittadino», ha concluso Malan.

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