Politica

PD e M5S insieme per una legge sul suicidio assistito, Delrio: “È ora di legiferare”

Comune accordo sulla depenalizzazione dell’aiuto al suicidio. I radicali vogliono l’eutanasia.

(di Gina Lo Piparo) Definirlo ‘tasto dolente’ è poco. Il dibattito sull’eutanasia non accenna a spegnersi e adesso il nuovo governo PD-5 Stelle dichiara la propria volontà di legiferare su un tema relativamente al quale è ben noto che i due schieramenti siano sulle medesime posizioni.

Ora che il dissidio con la Lega sulla questione è acqua passata e che anche il cardinale Bassetti, presidente della Cei, ha esortato il Parlamento ad agire, Graziano Delrio ha dichiarato all’Ansa: «Sono totalmente impegnato, personalmente e come capogruppo del PD, perché il Parlamento sia centrale e legiferi, senza lasciare alla Corte le decisioni. Ora che la crisi di governo si è risolta, il Parlamento può tornare a dimostrare di essere centrale e di essere a servizio del Paese».

Sospeso, il 23 ottobre, il giudizio della Consulta sulla vicenda di Marco Cappato, che aveva aiutato Dj Fabo a suicidarsi in Svizzera, il Parlamento è stato incaricato di occuparsi del tema entro il 24 settembre. La scadenza si fa sempre più vicina.

Per questo, ad un evento appositamente organizzato il cardinale Bassetti ha affermato: «Incaricato dalla Corte costituzionale di legiferare attorno alle questioni dell’eutanasia e della morte volontaria, il Parlamento si è limitato a presentare alcune proposte di legge, senza pervenire né a un testo condiviso, né ad affrontare in modo serio il dibattito. Ora, per evitare che una sentenza della Consulta provochi lo smantellamento del reato di aiuto al suicidio, il Parlamento – come ha auspicato il presidente del Consiglio Giuseppe Conte – dovrebbe in breve tempo poter discutere e modificare l’art. 580 o, comunque, avviare un iter di discussione della legge che potrebbe indurre la Corte stessa a concedere un tempo supplementare».

Finora le proposte di legge depositate alla Camera sono state, infatti, diverse, ma le divergenti opinioni di Lega e Movimento 5 Stelle hanno bloccato i lavori. Mentre il primo schieramento chiede, infatti, una modifica in senso restrittivo della legge 219 del 2017 – la cosiddetta Legge sul biotestamento, che disciplina il consenso informato e ha introdotto le Disposizioni anticipate di trattamento (DAT) -, il Movimento è incline alla depenalizzazione dell’aiuto al suicidio, che al momento in Italia è punibile nella stessa misura dell’istigazione al suicidio (si tratta del famoso articolo 580 del Codice Penale).

Il Partito Democratico è anch’esso orientato verso la depenalizzazione, ma solo in alcune circostanze, onde evitare pressioni su malati e anziani.

La senatrice Emma Bonino intanto dichiara: «C’è una proposta di legge sul tavolo che riguarda l’eutanasia, promossa dall’Associazione Coscioni che farà su questo un’iniziativa a Roma il 19 settembre. Il mio punto di vista è uno solo: ci deve essere la libertà responsabile delle persone di scegliere non di morire, cosa che succede a tutti, ma di come poter morire, in dignità e in libertà. Questo è il punto sostanziale». A Tagadà, su La7, ha argomentato: «È difficile? Certo, è complicato. Ma proprio quando le cose sono complicate è meglio non delegarle a giudici, medici eccetera eccetera. Ognuno si assuma la propria responsabilità. Da qui l’importanza del testamento biologico».

Intanto, l’Associazione Coscioni, con Filomena Gallo e Marco Cappato, si staglia contro l’appello del cardinale Bassetti, preferendo aspettare la Corte Costituzionale nel timore che, se quest’ultima non dovesse pronunciarsi, neanche il Parlamento vedrebbe un sblocco.

Gina Lo Piparo

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