Pastore coreano pugnalato a morte in Turchia

di VoceControCorrente

Il 22 novembre scorso un pastore sudcoreano è stato pugnalato a morte nella Turchia sud-orientale. Ne ha dato notizia Christian Solidarity Worldwide (CSW), organizzazione che si occupa della tutela dei diritti umani nell’ambito della libertà religiosa.

Jinwook Kim viveva in Turchia da cinque anni e si era trasferito a Diyarbakir nel 2018 per dirigere una piccola comunità cristiana.

Secondo il CSW, un sedicenne è stato arrestato e il movente sarebbe il furto di un telefonino. Tuttavia, varie fonti locali sostengono che il pastore sarebbe stato preso di mira per via della sua fede cristiana.

«Chiediamo al governo turco di indagare a fondo su questo omicidio» ha dichiarato il direttore generale di CSW Mervyn Thomas, sottolineando, inoltre, che lo Stato turco dovrebbe contrastare i discorsi d’odio contro i cristiani e le altre minoranze religiose.

Dopo il colpo di stato fallito nel 2016, la situazione dei cristiani in Turchia è diventata sempre più precaria. Incitamento all’odio e sentimento anticristiano sono aumentati. Nel 2019, addirittura, sono stati fatti girare dei poster per invitare i musulmani a non avere alcun rapporto d’amicizia con gli ebrei e i cristiani.

Per la comunità cristiana in Turchia, l’omicidio del pastore Kim ricorda l’uccisione di tre cristiani avvenuta nel 2007 a Malatya. I cinque esecutori dei delitti sono stati trovati e condannati all’ergastolo.

Jinwook Kim aveva 41 anni ed era padre di un bambino di quattro anni. Inoltre, la moglie sta per dare alla luce un altro figlio.

LEGGI ANCHE: Burkina Faso, altro attacco contro i cristiani: 14 morti.

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